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25/10/2018

Opposizioni contro il bando per le terme «Per anni ci hanno raccontato favole»

Il Tirreno - Luca Signorini

In commissione partecipate dibattito sulla svolta impressa con la concessione. Rucco: «Evitato il rischio speculazioni» IL caso Leopoldine
Luca Signorini / MontecatiniPer le opposizioni c'è qualcosa che non torna su come le Terme di Montecatini Spa siano arrivate alla pubblicazione del bando di concessione dello stabilimento (e della sorgente) Leopoldine (che scade il 7 dicembre). «È il presupposto che è sbagliato - ha detto Riccardo Sensi, Forza Italia, ieri durante la commissione partecipate - doveva essere coinvolto il consiglio comunale per esprimere il suo parere preventivo. E se il bando dovesse andare male, c'è un piano B?». «La Regione ci ha sempre raccontato delle favole - ha aggiunto il collega di partito, Andrea Quaranta - a maggio doveva esserci il bando di vendita delle sue quote, ora siamo alla gestione delle Leopoldine. Come mai si cambia idea così spesso su questa società? Non è perché stiamo entrando in campagna elettorale?».La commissione partecipate sulle Terme cade nel bel mezzo di un'operazione che ha sbloccato un'impasse ferma da sette anni, da quando si è bloccato il cantiere della piscina termale progettata da Fuksas. La questione diventa inevitabilmente politica. Con Forza Italia che chiede la convocazione di un consiglio comunale straordinario e pensa di chiamare in audizione l'assessore toscano al termalismo, Federica Fratoni. E intanto nel consiglio ordinario di lunedì (alle 18), presenta una mozione per persuadere il Comune a utilizzare la tassa di soggiorno «per il salvataggio del comparto termale».L'Amministratore unico delle Terme Spa, Alessandro Michelotti, è seduto a capo del tavolo: «Questo è un nuovo corso, con il bando cerchiamo di ripartire da zero, altrimenti da qui non ne uscivamo - sono le sue parole -. Per me la Regione ha fatto bene a sospendere la vendita delle quote, visto che la società è in fase di risanamento e dei soggetti si sono fatti avanti per alcuni asset. Se lo vogliamo chiamare spezzatino d'accordo, ma è una cosa che va avanti dal 2008, visto che fino a oggi sono stati venduti singolarmente 17 immobili".L'intervento più accorato è quello di Luca Baroncini (Mi Piace Montecatini), osservato da vicino da Massimo Boni e Franco Pacini, coordinatore provinciale e responsabile termalismo regionale di Forza Italia. Qui c'è in ballo una candidatura a sindaco, anche su spinta della Lega Nord. «Regione e Comune hanno avuto una gestione schizofrenica e dannosa sulle terme - ha affermato Baroncini - nel 2015 il presidente Rossi annuncia un investimento di 50 milioni sulla città, poi non vede più il business e dice di voler vendere le quote, adesso sono tornate strategiche perché le Leopoldine possono essere messe a reddito. Secondo me ci hanno preso in giro».Baroncini ha poi proseguito: «Questa amministrazione ha perso il controllo della società vendendo le quote senza farsi pagare un sovrapprezzo dalla Regione, e l'acquisto del Comune di Palazzina Regia e pineta è un finanziamento occulto alle Terme».A queste affermazioni ha replicato il vicesindaco Ennio Rucco: «Il nostro è un progetto complessivo di wellness, sanità e intrattenimento. Con la vendita all'asta del patrimonio c'era il rischio di una speculazione immobiliare a ribasso. In questo senso va il bando delle Leopoldine, dove avremmo voluto inserire soltanto il diritto di prelazione del gestore all'acquisto dell'immobile».Invece nel bando c'è un generico «entro 6 mesi dalla sottoscrizione del contratto di concessione, la società darà avvio alla procedura di vendita del complesso». - BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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