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04/09/2021

Opere, il digitale taglia i tempi

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Linee guida del Mims e del Cslp per le infrastrutture del piano di ripresa e resilienza (Pnrr)
Progetti di fattibilità quasi definitivi col Bim e contratti tipo
Le opere del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) dovranno essere affidate sulla base di progetti di fattibilità tecnico economica più dettagliati, quasi al livello di un progetto definitivo, e rispettosi delle esigenze di sostenibilità ambientali, con ampio ricorso, possibilmente, alla modellazione elettronica (Bim). È questa l'indicazione che si trae dalla lettura delle linee guida predisposte dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti che all'inizio di agosto ha pubblicato sul proprio sito il documento che servirà da guida per la redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica delle opere del Pnrr e degli interventi finanziati con fondi europei di cui all'art. 47 della legge 108 di conversione del decreto-legge Recovery. Si tratta del documento definito dalla Consulta istituita presso il Mims (ministero infrastrutture mobilità sostenibili), poi rivisto e implementato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici che lo ha formalmente approvato. Le linee guida integrano in maniera rilevante i contenuti del Pfte (nuovo progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere pubbliche) facendolo diventare quasi un progetto definitivo. Dal punto di vista delle procedure di affidamento, considerando il quadro normativo vigente (con la deroga al divieto di appalto integrato), il progetto di fattibilità «arricchito» sarà quindi alla base di un affidamento di progettazione esecutiva e costruzione in quanto assorbente il livello definitivo di cui in larga parte contiene i contenuti oggi previsti dal Dpr 207/2010. Nel merito delle scelte effettuate emerge ad esempio una particolare enfasi riservata al «documento di fattibilità delle alternative progettuali» che consentirà un confronto comparato fra le diverse soluzioni progettuali, anche mediante l'analisi costi benefici che, si legge nelle linee guida, «è il principale strumento metodologico a supporto della scelta tra alternative progettuali». Altro elemento significativo è l'introduzione della relazione sulla sostenibilità dell'opera all'interno del progetto. Nella relazione dovrà essere condotta, si precisa nelle linee guida, anche una stima del Carbon Footprint dell'opera e della valutazione del ciclo di vita dell'opera in ottica di economica circolare. Altro elemento rilevante è costituito dalla previsione nel «documento di indirizzo della progettazione» di vincoli, raccomandazioni, limiti finanziari, allegati progettuali, individuazione dei lotti. Come ulteriore elemento si richiama anche la linea di una generale semplificazione dell'attività delle stazioni appaltanti che si troveranno a svolgere un lavoro progettuale largamente codificato e vedranno ridotte le possibilità di «sbandamenti» dopo l'approvazione del progetto di fattibilità, oltre ad una particolare attenzione al rispetto del principio ambientale del «do not significant harm» (non fare danni significativi, ndr ). Particolare rilievo viene dato alla valutazione dell'opera nell'intero ciclo di vita (per gli aspetti gestionali), così come alla valutazione di prestazioni e servizi che l'opera dovrà produrre ai fini dei target previsti dal Pnrr. Nelle linee guida si è poi proceduto alla ridefinizione delle attività di verifica sui contenuti del Pfte «arricchito». Nel documento si raccomanda alle stazioni appaltanti «il ricorso a schemi di contratti-tipo» e si fa riferimento all'utilizzo del capitolato informativo di cui al d.m. 560 come integrato dal recentissimo decreto 312/2021. Da rilevare come sia precisato che è facoltà delle stazioni appaltanti richiedere all'interno del capitolato informativo, la modellazione informativa digitale 4D e 5D per il Psc (piano di coordinamento e sicurezza) e per il Pos (piano operativo di sicurezza).

Speciale appalti

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