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20/12/2018

Operazione ” Eolo ” , assolti amministratori e imprenditori

Gazzetta del Sud

La clamorosa sentenza d ' appello per il processo sulla creazione del Parco eolico dei Nebrodi
Integralmente ribaltato il verdetto di primo grado che registrò 9 condanne È stato anche disposto il dissequestro delle quote societarie che erano state a suo tempo confiscate
A ben otto anni di distanza dagli arresti eccellenti per l ' allora sindaco di Raccuja Cono Salpietro Damiano e per gli imprenditori Michele Tripoli e Giuseppe Astone, che finirono tutti ai domiciliari, la sezione penale della corte d ' appello di Messina presieduta dal giudice Maria Celi, e composta dai colleghi Carmelo Blatti e Bruno Sagone, ha assolto ieri pomeriggio tutti e nove gli imputati del processo " Eolo " con la formula «perché il fatto non sussiste». Ed ha anche disposto il dissequestro delle quote societarie che erano state a suo tempo confiscate. Al centro dell ' inchiesta, aperta otto anni addietro dalla Procura di Patti, c ' erano gli affidamenti da parte dell ' impresa Maltauro alla ditta Ser e i successivi subappalti in favore dell ' impresa Astone Srl, per i lavori di realizzazione degli impianti eolici che ricadevano nel territorio del Comune di Raccuja e in altri centri vicini dei Nebrodi. Sono stati assolti quindi dall ' a cc u s a di " induzione indebita " (dopo la derubricazione del reato di " co n c u s s i o n e " decisa in primo grado), l ' ex sindaco di Raccuja Cono Salpietro Damiano, il fratello Carmelo Salpietro Damiano, l ' imprenditore di Ucria Calogero Astone, l ' imprenditore Giuseppe Astone (figlio di Calogero), e quindi Calogero Manera, Michele Tripoli, Leo Tripoli, Riccardo e Leo Palazzolo, tutti originari di Raccuja e imprenditori. La sentenza di assoluzione si discosta totalmente dalle richieste dell ' ac cusa, formulate ieri mattina dal sostituto procuratore generale Giuseppe Costa, che è anche attualmente il magistrato distrettuale " in applicazione " , il quale aveva sollecitato la conferma integrale della sentenza di primo grado, emessa nel gennaio del 2016 dal tribunale di Patti. E in primo grado i giudici, che decisero nove condanne, avevano ridimensionato i fatti, riqualificando la condotta di " co n c u s s i o n e " contestata in origine con quella di " in duzione indebita a dare o promettere utilt à " . Sin dall ' inizio di questa interminabile vicenda processuale la tesi difensiva sostenuta dagli avvocati Carmelo Occhiuto, Nino Favazzo, Maria Americanelli, Giuseppe Tortora, Maurizio La Pedalina, Alessandro Pruiti e Giuseppe Condipodero, era stata molto netta e circostanziata. Da sempre i legali avevano sostenuto, e la tesi è stata ribadita con più sfaccettature anche ieri mattina, che gli affidamenti da parte della Maltauro alla Ser e i successivi subappalti in favore della Astone Srl, erano stati più che legittimi, senza subire interferenze di alcun genere. Una tesi che ieri ha trovato conferma nella sentenza assolutoria. L ' inchiesta " Eolo " fu coordinata all ' epoca dalla Procura di Patti, che si avvalse come braccio investigativo del Commissariato di Polizia di Capo d ' Orlando e dei carabinieri della Compagnia di Patti. L ' 8 ottobre del 2010 furono arrestati l ' allora sindaco di Raccuja Salpietro Damiano, Giuseppe Astone e Tripoli, agli altri vennero imposti degli obblighi minori. Secondo la tesi d ' accusa iniziale nelle procedure di affidamento dei lavori erano emerse alcune irregolarità sulla gestione degli appalti, relativi ai lotti per il posizionamento di numerose torri anemometriche per la realizzazione delle opere necessarie alla creazione del " Parco eolico Nebrodi " , collocato tra i centri di Ucria, Floresta e Raccuja. E sempre secondo l ' accusa originaria, ieri caduta, dopo la prima convenzione stilata nel 2002 tra l ' Api Holding (società concessionaria) poi divenuta Ser e Ser 1 e il Comune di Raccuja, il sindaco Salpietro avrebbe abusato della funzione di primo cittadino, costringendo e minacciando di una serie di comportamenti ostruzionistici, la società Maltauro di Vicenza, aggiudicataria dell ' appalto, a rescindere i contratti con le ditte di fiducia, per far ottenere i lavori in subappalto alla società M.t.p., i cui soci erano Tripoli, Leo e Riccardo Palazzolo e Manera. Società alla quale fu dirottato il subappalto. Inoltre Carmelo Palazzolo, al tempo consigliere di minoranza, sarebbe passato in maggioranza per garantire l ' af fidamento dei lavori a Giuseppe e Calogero Astone, della " Astone Costruzioni Srl " . Tesi " c a d ut e " in appello. n.a.

Foto: S c agionato L ' ex sindaco di Raccuja Cono Salpietro Damiano