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02/03/2021

Operazione disboscamento Raggi: tagliare era necessario

Il Tirreno - Claudio Figaia

Abbattuti circa 50 pini "pericolosi" a Marina e ad Avenza, ma per vedere i nuovi alberi (lecci e tigli) bisognerà aspettare mesi: si va verso un'estate più calda la città che cambia
carrara. Archiviato (ma non dimenticato) il molto cocontestato taglio dei grandi pini in viale Colombo del 2019, è in corso in queste settimane la fase due del disboscamento del territorio cittadino. Giù i pini in via Genova, via quelli di Avenza in via Giovan Pietro e nella Manifattura tabacchi, seghe elettriche al lavoro sul viale XX Settembre (vicino a Ciccio Marina), abbattimenti anche in via Savonarola e nella piazzetta del Commercio (la parte verso mare di piazza Menconi). Quaranta-cinquanta esemplari di pino domestico, alcune alti anche 10 metri, scomparsi dal panorama carrarese. Stavolta con molte meno polemiche del 2019, anzi con un diffuso sostegno a favore della azione dell'amministrazione a Cinque Stelle. Quegli alberi, infatti, erano un problema: le loro radici - come peraltro anche in altre zone - hanno letteralmente sconquassato marciapiedi e asfalto circostanti, creando pericoli per la circolazione, sia a piedi, sia in auto, bici o scooter. In via Genova ci fu anche un brutto incidente, una ragazzina volò a terra con lo scooter proprio a causa di quelle gobbe sulla carreggiata. Dopo quell'episodio il Comune ha transennato una parte della strada rendendola percorribile a senso unico. Insomma, intervenire si doveva.Restano però sacche di contestazione su modi e tempi. Riccardo Canesi, ex parlamentare dei Verdi, sintetizza il suo dissenso pubblicando su Facebook un logo del M5s in cui, invece delle cinque stelle, ci sono cinque motoseghe. Altri cittadini si chiedono e chiedono all'amministrazione se non c'erano alternative alla segagione, se davvero quei pini erano pericolosi, come da relazione dell'agronoma a cui il Comune pare avere affidato il compito di pronunciare la sentenza sugli alberi di Marina e di Avenza «Si trincerano dietro una perizia incompleta, cosa che mi indigna», sostiene Florida Nicolai.Poi, c'è la questione del (presunto) mancato coinvolgimento della comunità. «L'aspetto inaccettabile é il mancato confronto per trovare la soluzione migliore. Non sono un tecnico ma prima di modificare un tratto caratteristico di Marina e di tagliare delle piante è necessario confrontarsi in maniera aperta valutando ogni alternativa», scrive ad esempio Luca Ragoni, ex consigliere comunale del Pd.Andrea Raggi, l'assessore-disboscatore, replica con le ragioni della necessità e della buona amministrazione. E assicura che - come più volte annunciato - alla distruzione seguirà la ricostruzione, con lecci (a Marina) e tigli (ad Avenza) a sostituire i pini abbattuti e con marciapiedi e asfalto lisci e nuovi. «Si tratta di interventi necessari per la sicurezza dei nostri cittadini: lavori che dovevano essere fatti da anni, ma che le amministrazioni che ci hanno preceduto non hanno mai messo in cantiere. Lo facciamo noi anche con un esborso significativo: l'operazione in via Genova e zone vicine costerà 112mila euro più 47mila per l'eliminazione dei pini».Il problema però, e l'assessore lo conferma, è che fra la pars destruens, leggi l'abbattimento, e le nuove piantumazioni passerà del tempo. Quanto? Raggi non è in grado di quantificarlo, di sicuro non sarà breve. E la prospettiva di un'estate senza quella cinquantina di alberi segati, è reale. Un estate con un po' meno di ombra, un po' più di caldo (e magari i condizionatori una tacchetta più su) un po' meno natura e bellezza. In tempi di emergenza climatica non è il massimo.«I tempi non li decidiamo noi, non è possibile - replica l'assessore Raggi - L'eliminazione dei pini era un intervento già affidato e finanziato. E andava fatto entro marzo, proprio per ragioni ambientali e naturalistiche, prima cioè dell'inizio delle nidificazioni. Viceversa, il rifacimento del manto stradale e la piantumazione dei lecci e dei tigli, richiedono altri percorsi. Prima degli affidamenti devono esserci i soldi stanziati in bilancio (altrimenti la legge vieta appalti e affidamenti), ci sono procedure burocratiche, progetti da approvare, verifiche da superare. Passeranno dei mesi, è inevitabile, per vedere i nuovi alberi piantati. D'altra parte per decenni non è stato fatto niente, ora noi facciamo qualcosa». --Claudio Figaia© RIPRODUZIONE RISERVATA