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22/07/2020

Operaio schiacciato dal carico del muletto Incidente mortale alla centrale Tirreno Power

Il Secolo XIX - Giovanni Vaccaro

Corrado Ravera aveva 54 anni, la tragedia mentre lavorava alla manutenzione di un impianto. La rabbia dei sindacati la procura ha aperto un'inchiesta per omicidio col
Giovanni Vaccaro / Vado ligureUn tonfo e le urla. I colleghi disperati hanno tentato subito un massaggio cardiaco, poi hanno provato i volontari della Croce Rossa con il defibrillatore. Tutti gli sforzi sono però risultati vani e Corrado Ravera non ha più ripreso conoscenza. Un gravissimo incidente sul lavoro è costato la vita a un operaio di una ditta che effettua manutenzioni all'interno della centrale termoelettrica di Tirreno Power. Ravera, 54 anni, di Cairo, era dipendente della Nuova Eis di Cairo Montenotte, che a sua volta operava all'interno del raggruppamento di imprese guidato dalla Simic, società che da molti anni ha in appalto la manutenzione di diversi impianti della centrale. L'esatta dinamica dell'incidente, che si è verificato intorno alle 16 di ieri, è ancora al vaglio dei carabinieri e degli ispettori dell'unità di sicurezza sul lavoro dell'Asl 2, nel frattempo la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, e disposto l'autopsia. L'uomo è morto in seguito a un forte trauma da schiacciamento del torace, probabilmente colpito da una struttura che veniva spostata da un muletto. Il carico caduto lo ha travolto e subito è scattato l'allarme. I primi a tentare di soccorrere Ravera sono stati i suoi stessi colleghi. Nel giro di pochi istanti è arrivata un'ambulanza della Cri partita dalla sede di Quiliano, raggiunta dall'automedica del "118" e dai vigili del fuoco. Le condizioni di Ravera, però, sono apparse disperate e dopo tutti i tentativi, al medico non è rimasto che constatarne il decesso. Morto sul colpo.I carabinieri hanno rintracciato la moglie che si è precipitata a Vado sconvolta dal dolore. Il tecnico stava lavorando, insieme ad alcuni colleghi delle diverse imprese, alla manutenzione di uno dei sistemi di refrigerazione degli impianti della centrale. L'impianto non era in funzione proprio per permettere le operazioni e l'area era stata "consegnata" alle imprese che si occupano dell'intervento. «Tutta l'azienda e i lavoratori si stringono intorno alla famiglia colpita dalla tragedia», ha sottolineato Tirreno Power in una nota. Ravera era considerato un tecnico esperto. Prima di essere distaccato con la Nuova Eis nella centrale di Vado-Quiliano aveva lavorato alla manutenzione degli impianti di Italiana Coke a Cairo, sempre con la stessa impresa. L'incidente ha riaperto il problema della sicurezza sul lavoro. «La nostra provincia, come del resto tutto il Paese, è coinvolta giornalmente da infortuni sul lavoro più o meno gravi - commenta Andrea Pasa, segretario provinciale della Cgil, anche a nome di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil- che, in molti casi, quando non sono tragici come quello accaduto oggi (ieri per chi legge), minano i lavoratori nella loro integrità fisica e psichica. Le organizzazioni sindacali sono impegnate in una dura battaglia contro l'insicurezza sul lavoro e lottano quotidianamente contro coloro che cercano con ogni mezzo di contenere i costi del lavoro risparmiando sulla sicurezza. È necessario riprendere la discussione con la Prefettura, discussione pretesa unitariamente l'anno scorso e che avrebbe dovuto portare ad un protocollo della sicurezza nel comparto industriale che rafforzi le norme giuridiche esistenti soprattutto negli appalti e nei subappalti». Sulla tragedia è intervenuta anche la Cisl ligure con il segretario generale Luca Maestripieri: «In attesa che le autorità competenti ricostruiscano la dinamica dell'incidente e che vengano accertate eventuali responsabilità, non possiamo che rimarcare, ancora una volta, che la piaga degli incidenti sul lavoro era e resta l'emergenza numero uno, nei confronti della quale non si è fatto e non si sta facendo ancora abbastanza». --