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04/11/2020

Operaio schiacciato, ci sono due indagati

QN - La Nazione

LUNI E' stata eseguita sabato l'autopsia per accertare le cause della tragica morte di Nicola Iacobucci, il trentaseienne operaio di Montignoso rimasto vittima di un incidente sul lavoro nell'ex segheria di marmo a Dogana di Luni. L'esame eseguito all'ospedale Sant'Andrea della Spezia dall'anatomopatologa Susanna Gamba ha stabilito che il decesso dell'uomo è avvenuto per lo schiacciamento causato dall'enorme quantità di sabbia e detriti che gli si sono riversati addosso mentre stava eseguendo un intervento di rimozione di un vecchio silo all'interno di una segheria da anni dismessa in via Laghi, in zona Settequartieri. Erano presenti all'esame i consulenti incaricati dai legali del responsabile del cantiere e della ditta incaricata del lavoro poi assegnato in un successivo appalto a quella nella quale lavorava il giovane di Montignoso. Una presenza dunque che preannuncia l'iscrizione nel registro dei primi indagati , arricchendo il fascicolo inizialmente aperto contro ignoti dal pubblico ministero Claudia Merlino. La Procura della Repubblica dunque dovrà far luce sulla procedura adottata nell'incarico assegnato alla ditta e in particolare sulle competenze e professionalità dimostrate per un intervento che dai primi riscontri si è rivelato inadeguato. Sia nella tecnica utilizzata che per l'attrezzatura adoperata. L'operaio infatti è stato investito dalla montagna di marmettola contenuta all'interno del silo, evidentemente ritenuto vuoto o comunque non in grado di arrecare pericolo. Iacobucci è intervenuto sulla parete del blocco di ferro sospeso su un carrello ma una volta tagliata una parte del silo ha provocato la fuoriuscita del contenuto e il successivo collasso della struttura. Il giovane padre di due bambini, di 12 e 8 anni, è rimasto schiacciato e sepolto dalla polvere di marmo e cemento e soltanto dopo un lungo intervento della squadra dei vigili del fuoco è stato possibile estrarlo dalla morsa mortale. Un incidente dunque sul quale la Procura della Repubblica dovrà fare luce per verificare non soltanto la dinamica, sentendo i due colleghi dello sfortunato lavoratore, ma anche capire le modalità dell'assegnazione del lavoro. A riguardo anche i sindacati prima e le forze politiche hanno evidenziato la necessità di un rigido controllo nel codice degli appalti per evitare riduzioni di costi a discapito della sicurezza. m.m. © RIPRODUZIONE RISERVATA