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13/03/2020

Operaio morto, sciopero all’Opas È scontro tra dirigenti e sindacati

Gazzetta di Modena - Serena Arbizzi

Le sigle: «Negli appalti ritmi stressanti e inadeguati». Il presidente: «Una tristissima fatalità» dopo la tragedia Fascicolo aperto Indagini di Asl e carabinieri la dinamica
Serena Arbizzi Duro scontro tra sindacati e vertici dell'Opas dopo la morte di Samuel Remel, il 40enne deceduto intorno alle 21 mentre stava pulendo un macchinario che serve per la lavorazione della coscia del maiale. L'uomo, che lascia una moglie e due figli in Ghana, è stato trascinato dentro la macchina, rimanendone schiacciato. Ieri la produzione è rimasta sospesa e si sono susseguite le indagini di carabinieri e Ispettorato del lavoro per accertare la dinamica. È stato, inoltre, aperto un fascicolo in Procura e si è accesa la protesta sindacale. Filcams, Flai e Filt Cgil hanno proclamato sciopero davanti ai cancelli dello stabiliento Opas e degli appalti. «Sono inammissibili i rischi che corrono i lavoratori sui nastri dello stabilimento Opas di Carpi - commentano Alessandro Santini (Filcams, Cgil), che rappresenta proprio la Csa, cooperativa mantovana per cui lavorava Remel, Marco Bottura (Flai) e Adriano Montorsi (Filt) - Questo infortunio mortale non può essere attribuito alla fatalità. Solo pochi mesi fa, in luglio, ne un lavoratore era rimasto incastrato con la mano. Anche in passato si sono registrati infortuni». «L'incidente - proseguono i sindacalisti - è avvenuto in un appalto del comparto carni, dove il sistema degli appalti è molto diffuso e spesso prevalgono precarietà, scarsa sicurezza, abusi. Negli appalti i lavori sono frenetici, stressanti, con orario di lavoro e organizzazione inadeguati». Parla di "strage inaccettabile" Paolo Capone, leader Ugl: «È necessario potenziare i controlli e promuovere una maggiore formazione e cultura della sicurezza, per evitare simili tragedie». Cisl sottolinea come "l'emergenza Coronavirus non debba farci abbassare guardia sulla sicurezza del lavoro" ed esorta, tramite Domenico Chiatto, di Cisl Emilia Centrale - La frammentazione delle diverse fasi produttive dovrebbe obbligare le aziende committenti a un plus di organizzazione e responsabilità». Il direttore generale di Opas, Valerio Pozzi, respinge le accuse: «Ieri abbiamo sospeso l'attività, ma oggi la riprenderemo per rispetto agli altri dipendenti e al mantenimento dei servizi primari in un periodo delicato per la nazione come questo. Sul caso sarà aperto un fascicolo che porterà a indagati. Noi ribadiamo che si tratta di una tristissima fatalità. L'Ispettorato del lavoro ha visto che abbiamo rispettato tutte le disposizioni. Tantissimi lavorano con un coltello nel nostro stabilimento, ma muore un addetto alle pulizie. Se non è fatalità questa... Staremo vicini alla famiglia e organizzeremo una colletta». Pozzi esprime, inoltre, il suo sdegno per «chi fa picchetti impedendo ai camion di uscire... Tutta la mia solidarietà a Polizia e carabinieri impegnati a monitorare i manifestanti». --