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07/05/2020

Operai a Porta Susa vecchia e Lingotto Ripartono gli investimenti dei privati

La Stampa - CLAUDIA LUISE

La Regione semplifica le regole: tempi più snelli per le procedure IL CASO
Solo piccoli segnali di trasformazione, ma importanti per guardare con un po' di ottimismo alla Torino che verrà. L'edilizia privata è ripartita lunedì e proprio in concomitanza con l'inizio della Fase 2 sono ripresi i lavori in due aree centrali della città che prima del lockdown in pochi mesi avrebbero dovuto cambiare aspetto. Ora i tempi si sono dilatati ma gli operai sono entrati nella vecchia Porta Susa, che per il 2021 dovrà diventare un hotel a 4 stelle della società immobiliare Vastint Hospitality Italy srl. «Finalmente si parte, c'è una situazione di forte degrado e, in accordo con la Soprintendenza iniziamo a riportare alla luce l'atmosfera art decò della stazione per poi coniugarla con l'impiantistica attuale», spiega l'architetto Norberto Vairano che con lo studio Lombardini 22 cura i lavori. «Per ora è impiegata una decina di maestranze, un numero adeguato a gestire al meglio i protocolli di sicurezza». Anche al Lingotto si rivedono operai con caschetto e mascherina. «Abbiamo avuto la prima riunione operativa con le maestranze, speriamo di poter recuperare qualche settimana di stop e di riuscire a finire per ottobre. Crediamo - racconta il ceo di Green Pea, Francesco Farinetti - che sia un progetto ancora più attuale perché c'è sempre più bisogno di acquisti consapevoli» . Il polo dei prodotti sostenibili doveva inaugurare a fine agosto. All'8 Gallery, invece, ci sono circa 40 operai: «L'inaugurazione della nuova galleria commerciale è slittata a settembre, era prevista per giugno. Siamo ripartiti da dove c'eravamo interrotti ma il cantiere è stato rivoluzionato», spiega il direttore del centro commerciale, Fabrizio Cardamone. Per la Regione, la ripartenza del Piemonte passa proprio dall'edilizia. «Per vedere più gru in città, oltre agli incentivi serve semplificazione e accelerazione dell'iter dei procedimenti amministrativi», spiegano gli assessori all'Urbanistica, Fabio Carosso, e alla Semplificazione, Maurizio Marrone. Ventitré articoli del disegno di legge «Riparti Piemonte» sono stati studiati per snellire le tempistiche e i procedimenti, tagliando i tempi di attesa dai 15 ai 60 giorni in base alla complessità delle pratiche. Previsti, inoltre, 50 milioni a copertura degli oneri di urbanizzazione dovuta ai Comuni da cittadini e imprese per interventi edilizi. E a favore dei gestori di locali, bar e ristoranti è stata introdotta poi la possibilità di ampliare i propri dehors a gratis, previa una semplice comunicazione al Comune. «È un segnale molto positivo ed è molto interessante anche la deroga al codice degli appalti per mantenere l'occupazione delle imprese del territorio. Mai come in questo momento avere la possibilità che siano impiegate aziende locali è fondamentale - commenta il presidente dell'Ance Torino, Antonio Mattio -. Ci sarà però molta più lentezza nel realizzare le opere e i costi lievitano dal 5 al 30% in base alla complessità del cantiere». Per gli operai edili, abituarsi alla nuova realtà è difficile e in certi casi impossibile: «soprattutto mantenere la distanza e poi riorganizzare le fasi lavorative che sono diverse da cantiere a cantiere e non sempre basta un protocollo unico», conclude Gerlando Castelli della Filca. Come fa un carpentiere che ha bisogno di un aiuto a non avvicinarsi al collega? Un problema ancora aperto. -