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01/06/2019

«Open studi aperti» l ‘ architettura spiegata ai cittadini

La Gazzetta Del Mezzogiorno

VIVI LA CITTÀ QUALE IDEA DI CITTÀ OPINIONI E PROGETTI A CONFRONTO
Conclusa la manifestazione
di NICO AURORA Sedi degli Ordini e studi professionali aperti in tutta Italia per dare più possibile risalto all ' archi tettura ed ai professionisti che la praticano, tutelando un antico mestiere e, soprattutto, il territorio. È questo lo spirito di «Open studi aperti», la cui terza edizione è andata in scena, anche a Trani, lo scorso fine settimana, e ha visto come cuore pulsante la sede provinciale dell ' Ordine degli architetti, a Palazzo Covelli. Paolo D ' Addato è da pochi mesi presidente dell ' Ordine degli architetti di Barletta-Andria-Trani, e si è fatto primo portavoce «di tanti professionisti che aprono le porte al pubblico, con lo scopo di fare conoscere il ruolo dell ' architetto, questa figura professionale antichissima e nobile che, nella storia del nostro Paese, ha visto cimentarsi tantissimi protagonisti che hanno fatto la storia dell ' architet tura e dell ' arte». L ' architettura, soprattutto oggi, è un elemento sul quale bisogna riflettere, «perché è l ' elemento fondamentale - spiega D ' Addato - per la qualificazione delle nostre città e del territorio tutto, per costruire quell ' identità culturale che è la peculiarità dei nostri luoghi e del nostro paesaggio». Palazzo Covelli ha mostrato molte tavole, miniature, riproduzioni e studi particolareggiati soprattutto a cura di giovani architetti, elemento particolarmente incoraggiante per il futuro della professione: «Infatti - spiega il presidente -, il Consiglio dell ' Ordine degli architetti della Bat ha deciso, oltre i singoli studi aperti, di organizzare degli eventi collettivi in diverse città della provincia permettendo ai colleghi, in un unico spazio, pubblico, di presentare i propri lavori. Qui, nella casa degli architetti della Provincia, abbiamo deciso di ospitare solo i giovani neolaureati, neo iscritti all ' Ordine degli architetti, perché, non avendo molti di loro uno spazio di lavoro con uno studio professionale, potessero esporre i loro progetti e tesi di laurea presso la sede dell ' Ordine degli architetti». Cosa ancora più importante, l ' Ordine ha deciso, per questa terza edizione, di aprirla anche agli istituti artistici della provincia, in particolare agli alunni degli ultimi anni. E, così, le scuole di quasi tutti i comuni della Bat, oltre Corato, con i loro disegni e plastici, hanno meglio conosciuto il ruolo dell ' archi tetto e gli allievi avuto un primo confronto con questi professionisti. Il ruolo centrale degli architetti, oggi, sembra confermarsi e rafforzarsi grazie allo strumento del concorso di progettazione, sempre più diffuso presso i comuni e attuato, anche per la riqualificazione di piazza Gradenigo, il cui iter è avviato. «Ne abbiamo sottoscritto un altro con il comune di Canosa - fa sapere D ' Addato - ed il bando tra qualche giorno sarà pubblicato. Recentemente, a Bisceglie, abbiamo sottoscritto due protocolli d ' In tesa per altrettanti concorsi di progettazione». Quali i vantaggi di tali operazioni? «Il concorso di progettazione - risponde il presidente degli architetti della Bat - è l ' unico strumento indispensabile se vogliamo portare qualità all ' architettura delle città. Il protocollo d ' Intesa ci mette nelle condizioni, con l ' ente che lo sottoscrive, di procedere per gradi: il primo è a partecipazione aperta, nel senso che partecipare chiunque, e fra questi progetti si selezionano i migliori cinque; il secondo grado è tra questi cinque progettisti, dai esce fuori il vincitore che può essere anche un giovane neo iscritto. Il concorso è gestito in maniera anonima, attraverso una piattaforma informatica e, successivamente, l ' ente appaltante affida al vincitore i successivi livelli di progettazione, fino a quello esecutivo dell ' opera. E solo in quel momento il giovane, che non abbia i requisiti economici e tecnici, così come prescritto dal Codice degli appalti, potrà associarsi in un raggruppamento temporaneo per soddisfare questi requisiti e aggiungere la parte esecutiva. Le opere, dunque, non rimangono sulla carta e trovano riscontro nella loro realizzazione, sempre previo reperimento delle risorse finanziarie. Ma la progettazione viene comunque garantita con un compenso, che non subisce ribassi e gratifica il professionista». A precedere la manifestazione di Palazzo Covelli, anche quest ' an no per la seconda volta consecutiva, quella che ha riunito, di fatto sullo stesso pianerottolo tre studi di architettura in pieno centro, quelli di Francesca Onesti, Enrico Cassanelli e Andrea Roselli con Serena Cannone: anche in questo caso, porte aperte per mostrare progetti e confrontarsi piacevolmente con la gente.

Foto: Uno dei progetti presentati nei giorni scorsi