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28/11/2020

Oneri smaltimento rifiuti nel computo dell’appalto

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Proposta alternativa Anac su scarti delle lavorazioni di cantiere
Estendere a tutti i contratti le disposizioni in materia di gare telematiche; il costo per lo smaltimento dei rifiuti da lavorazioni del cantiere non deve essere inserito nelle somme a disposizioni delle stazioni appaltanti, ma deve essere inserito nel computo metrico estimativo. Sono questi i moniti dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) contenuti nella segnalazione del 9 novembre 2020 inviata al governo e relative alla bozza di regolamento del codice appalti. La segnalazione riguarda quindi lo schema oggi in mano al ministero delle infrastrutture, consegnato a marzo dalla commissione ministeriale insediatasi circa un anno fa, e riguarda due punti: gli oneri di smaltimento dei rifiuti del cantiere e la disciplina delle gare telematiche. Rispetto al primo punto riguardante il costo dello smaltimento dei rifi uti derivanti dalle lavorazioni (materia disciplinata dai decreti 152/2006 e 36/2003), la soluzione adottata nello schema di regolamento è stata quella di ricomprendere gli oneri di smaltimento in discarica, intesi come l'importo che viene pagato al gestore della discarica per l'attività di smaltimento dei rifi uti, tra le somme a disposizione della stazione appaltante e, in particolare nell'ambito della voce «altre imposte e contributi dovuti per legge». Viceversa, l'Autorità presieduta da Giuseppe Busia suggerisce un'altra strada: «inserire le attività di smaltimento in discarica nell'ambito delle lavorazioni oggetto dell'appalto, unitamente alle attività di trasporto dei rifi uti medesimi, con il conseguente inserimento degli oneri di smaltimento nel computo metrico estimativo dell'appalto da assoggettare a ribasso». Questo sia perché vi sarebbero problemi in ordine alla scelta della discarica in cui conferire i rifi uti, sia perché «non appare, inoltre, concretamente fattibile la scelta della discarica effettuata in funzione dei costi di smaltimento e dei costi di trasporto, come paventato da alcune stazioni appaltanti, nel caso in cui le attività di trasporto siano oggetto dell'appalto, in quanto le due voci sono strettamente connesse». Sul secondo punto, concernente le gare telematiche, l'Autorità preliminarmente ha ricordato come la disciplina dettata dall'articolo 58 e dall'articolo 44 del codice appalti (che prevedeva l'emissione di linee guida ministeriali per la defi nizione delle modalità di digitalizzazione) esprime un palese « favor legis per la digitalizzazione delle procedure di acquisto della pubblica amministrazione, che rappresenta uno degli strumenti di semplifi cazione ed effi cientamento delle procedure introdotto dal Codice». L'Anac ha evidenziato che nella bozza di regolamento vi sono alcune disposizioni che «riferendosi unicamente ai sistemi di affi damento dei contratti concernenti forniture e servizi, appaiono in contrasto con l'impostazione unitaria espressa dal legislatore nel Codice; le predette disposizioni, infatti, sono collocate nell'ambito della parte III della bozza di regolamento, dedicata ai soli contratti di servizi e forniture e non hanno un corrispettivo nella Parte II, relativa ai contratti di lavori. Sul fronte della interoperabilità dei dati l'Anac ha segnalato, infi ne, che «la previsione contenuta nella bozza di regolamento prevede infatti che le piattaforme regionali di eprocurement possano e non debbano realizzare procedure di interrogazione e di scambio». © Riproduzione riservata