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07/07/2020

OLBIAFerito dalla petizione dei commercianti di vi…

La Nuova Sardegna

OLBIAFerito dalla petizione dei commercianti di via Regina Elena. Dispiaciuto per non essere stato contattato in modo diretto dai negozianti e aver preferito la denuncia pubblica. Il sindaco Settimo Nizzi esterna il rammarico per una protesta che a suo dire non ha fondamenta. Le partite Iva sostengono che il cronoprogramma del cantiere per il lungomare li porterà alla chiusura. E chiedono che prima si ripristino gli accessi alle loro attività e poi si completi la piazza. La loro posizione è sostenuta anche da un'interrogazione del M5s. Replica il sindaco. «Sono molto dispiaciuto - commenta Nizzi -. Avrei preferito che mi chiamassero, sono tutti amici, con cui parlo e ho sempre parlato. Sia il ristoratore di via Nuoro per cui ci siamo spesi con la Ztl prima e che alla fine lavori avrà davanti al suo esercizio commerciale una grande piazza che gli renderà sicuramente tutto ciò che ha perso. Come anche tutti gli altri firmatari della petizione. La cosa grave è che le loro affermazioni non si basano su fatti veri. Forse mistificati da non so bene chi. Non è assolutamente vero che prima facciamo la piazza e poi le strade. Gli operai stanno lavorando sulla viabilità, dalla prossima settimana faranno i marciapiedi. Abbiamo dovuto aspettare venti giorni per motivi burocratici. L'ente deve verificare che i subappalti siano fatti secondo la legge. La piazza è l'ultima opera che realizzeremo». Nizzi ribadisce poi l'impegno del Comune a ridurre al minino i disagi. «Se non ci fosse stata l'emergenza Covid quella parte di lavori sarebbe stata già ultimata - precisa il sindaco -. Queste cose che dico attraverso la Nuova le ripeterò anche ai commercianti di persona». La petizione dei commercianti è diventata anche una interrogazione firmata dai consiglieri del M5s, Roberto Ferinaio e Maria Teresa Piccinnu. Tutt'altro. «La città di Olbia attende da tempo che i lavori del lungomare le restituiscano il ruolo turistico e collettivo di città sul mare - si legge nell'interrogazione -. Dall'inizio lavori il cantiere è stato fermo o con un numero insufficiente di operai. Dalla riapertura dopo il lockdown, il 3 giugno, sono presenti sporadicamente meno di 5 operai. Chiediamo quindi al sindaco se e quando solleciterà l'impresa». Secca la risposta di Nizzi. «Mi sembra poco logico che chi è guidato da persone che non hanno mai lavorato possano sapere qualcosa di operai, mezzi e cantieri». (se.lu.)