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31/07/2018

Oggi l’accordo finale sul nuovo policlinico Zaia chiederà 250 milioni di fondi pubblici

Il Mattino di Padova

L'Università incaricata di formulare un modello di cure, didattica e ricerca. Il ruolo di Bitonci nell'accesso ai finanziamenti
Filippo TosattoNon è la fine. Non è neppure l'inizio della fine. Ma è la fine dell'inizio. Scomodiamo l'aforisma churchilliano nella giornata che sancisce l'intesa programmatica definitiva (e irreversibile) in vista della realizzazione del nuovo polo della salute a Padova. Perché stamani il governatore Luca Zaia ha convocato a Venezia i partner istituzionali - dal sindaco Sergio Giordani al presidente della Provincia Enoch Soranzo, dal rettore del Bo Rosario Rizzuto al direttore generale dell'Azienda ospedaliera Luciano Flor - partecipi alla firma congiunta dell'atto dettato dall'articolo 15 della legge 241/1990, quello che sancisce l'accordo tra pubbliche amministrazioni e ne disciplina la collaborazione in attività di interesse comune. GIORDANI HA RISPETTATO I PATTIL'appuntamento a Palazzo Balbi segue di pochi giorni l'approvazione, da parte del consiglio comunale, della cessione gratuita e in piena proprietà all'Azienda di Flor (designata quale stazione appaltante dell'opera) dell'intera superficie di 51,37 ettari destinata alla costruzione del policlinico universitario a Padova Est. Un'operazione non scontata né indolore, condotta con tenacia da Giordani che a dispetto delle tensioni interne alla maggioranza di centrosinistra - leggi il dissenso rossoverde di Daniela Ruffini, le perplessità del vice "arancione" Arturo Lorenzoni, lo scarso entusiasmo di una parte del Pd - ha assolto all'impegno assunto nel dicembre scorso. Conclusione: Palazzo Moroni ha rispettato i patti, ora il pallino passa alla Regione a guida leghista. IL RUOLO DELL'AZIENDA E DI FLORQuale sarà, allora, la rotta di Zaia? Le indiscrezioni raccolte alludono a tre versanti principali. Anzitutto, il ruolo determinante assegnato all'Azienda e al suo dirigente che avranno autonomia gestionale - e conseguente responsabilità - in tutte le tappe del percorso: bando internazionale di progettazione e gare d'appalto, coordinamento dei gruppi di lavoro e stanziamento delle risorse. Un compito non propriamente lieve che tuttavia non pare spaventare l'alpinista scalatore Flor, nel recente passato artefice manageriale del nuovo polo ospedaliero di Trento. Altra colonna dell'operazione sarà l'università, attraverso la Scuola di medicina e chirurgia che - dopo aver criticato (a ragione) gli annosi ritardi del progetto - è chiamata ora a delinearne il modello organizzativo, definendo specialità, modalità didattiche e spazi di ricerca. Con un'avvertenza: in ballo non c'è un ospedale di rilievo cittadino (ruolo riservato al Giustiniani, rivisitato e modernizzato) bensì un "hub" a vocazione veneta e nazionale, proiettato su standard europei di qualità. COME REASTRELLARE LE RISORSELast but non least, il capitolo finanziario. Il sistema bipolare richiederà investimenti stimati intorno ai 600 milioni, 450 circa per l'operazione San Lazzaro e i restanti da iniettare nell'attuale (malconcio) complesso giustinianeo. A riorganizzare quest'ultimo provvederà l'amministrazione regionale con fondi propri, mentre l'opera ex novo richiede il contributo dello Stato. A tal fine il governatore ribadirà ai ministeri dell'Economia e della Salute la richiesta di 250 milioni, a "compensazione" dell'assenza, da cinque anni a questa parte, di stanziamenti pubblici per l'edilizia ospedaliera in Veneto. IL SOTTOSEGRETARIO DEL MEFSguardi puntati su Massimo Bitonci, allora; il sottosegretario padovano al Mef potrebbe rivelarsi l'asso nella manica della partita in corso. Ha promesso che si batterà con energia leonina. Speriamolo. Infine, per racimolare i denari mancanti si ricorrerà a mutui: Cassa depositi e prestiti, Banca europea degli investimenti e Inai, sono i creditori maggiormente "indiziati". - BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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