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06/06/2020

Offerta, il costo del lavoro non assicura l’ammissione

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

ANCHE SE SI ATTIENE ALLE TABELLE DEL MIT
Icosti medi della manodopera indicati nelle tabelle ministeriali non costituiscono un parametro assoluto e inderogabile di ammissibilità dell'offerta; rimane fermo l'obbligo di prevedere la corresponsione di una retribuzione proporzionata all'entità e alla durata dell'attività in concreto svolta dal prestatore di lavoro. Lo ha precisato il Tar Campania, Napoli, seconda sezione con la sentenza del primo giugno 2020, n. 2143. I giudici hanno precisato che i costi medi della manodopera, indicati nella tabelle ministeriali, seppure non utilizzabili ai fini del giudizio di ammissibilità dell'offerta, sono però funzionali alla sua valutazione da parte della stazione appaltante cui compete di giudicare della sua congruità, pur in presenza di scostamento dalle tabelle. Per quanto riguarda invece la scelta del Ccnl da applicare nell'elaborazione del costo del lavoro in offerta si tratta, hanno detto i giudici di profi lo rimesso alla libertà dell'operatore economico. In questo caso, quindi, la stazione appaltante si occupa del costo del lavoro indicato in offerta per valutarne la congruità in presenza di scostamenti dalle tabelle ministeriali. Resta fermo, però, a carico dell'operatore economico, nella sua veste di datore di lavoro, la corresponsione di una retribuzione proporzionata all'entità e alla durata dell'attività in concreto svolta dal prestatore di lavoro. Si tratta di un accertamento che la stazione appaltante effettua necessariamente in concreto, poiché i minimi retributivi previsti dai contratti collettivi, quali che siano quelli che l'operatore economico ritenga di applicare, si presumono idonei a garantire una retribuzione proporzionata ex art. 36 Costituzione. Pertanto, se la previsione di una clausola sociale non può mai vincolare il concorrente aggiudicatario, al momento del subentro nel contratto d'appalto, ad assorbire ed utilizzare in fase di esecuzione i dipendenti del precedente aggiudicatario, trattandosi di una sua valutazione discrezionale, a fortiori gli elementi illustrativi della situazione occupazionale uscente, anche se contenuti in atti di gara, quali il capitolato speciale, non potrebbero mai imporre limiti dimensionali vincolanti in sede di offerta, oltre i limiti prescritti della lex specialis, intesa in senso stretto. © Riproduzione riservata