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03/06/2021

«Offerta concordata per ottenere l’appalto» nei guai 3 imprenditori

Messaggero Veneto - Luana de Francisco

Rinviati a giudizio con l'accusa di tentata turbativa d'asta Segnalati dal Comune. La difesa: «Per il Tar tutto regolare» tribunale
Luana de FranciscoEra partita come una segnalazione per false dichiarazioni ed è cresciuta fino a diventare una tentata turbativa d'asta. Ipotesi di reato che la difesa conta di smontare a dibattimento, tanto più dopo che già il Tar del Lazio aveva certificato la regolarità della procedura, azzerando le sanzioni nel frattempo irrogate dall'Anac. Ma che, intanto, è costata a tre imprenditori veneti sia l'esclusione dalla gara che il Comune di Udine aveva indetto il 17 giugno 2019, per un appalto da 438.746,20 euro, sia il procedimento penale cui gli ulteriori accertamenti della Guardia di finanza avevano dato corpo.Il caso è approdato ieri in udienza preliminare. Ed è stata soltanto la prima tappa dell'iter giudiziario che Roberto Grigolin, 66 anni, di Susegana, Antonio Cervi, 80, di Treviso, e Graziano Coletti, 69, di Godega di Sant'Urbano (Treviso), dovranno affrontare per dimostrare, come sostengono, che tra le loro società non ci fu alcuna situazione di «controllo o relazione» e, tantomeno, alcun accordo sull'offerta da presentare alla stazione appaltante. Ritenendo necessario il vaglio dibattimentale, il gup di Udine, Carlotta Silva, ha ritenuto di rinviare tutti a giudizio e di fissare già per il prossimo 28 giugno l'apertura del processo davanti al giudice monocratico.La sentenza ha lasciato interdetti i difensori, gli avvocati Bruno Malattia, di Pordenone, per i primi due imputati, e Gianluigi Florian, di Treviso, per il terzo, che avevano chiesto con convinzione il non doversi procedere, da un lato ricordando l'esito che il collegato procedimento amministrativo aveva avuto e, dall'altro, ribadendo l'assenza di elementi in grado di supportare la tesi accusatoria.Era stato il Comune, rappresentato dall'avvocato Giangiacomo Martinuzzi e pronto a costituirsi parte civile all'apertura del dibattimento, a inviare una segnalazione sia alla Procura, sia all'Autorità anticorruzione, dopo che dalla procedura per l'affidamento dei lavori per la realizzazione di opere viarie tra viale Tricesimo e il cavalcaferrovia di via Cividina, nel tratto tra quest'ultima e via Biella, erano state estromesse sia la "Brussi costruzioni srl", sia la "Nuova Geo.Mac srl".Nel formulare l'ipotesi del concorso nella tentata turbativa d'asta, il pm Lucia Terzariol, titolare del fascicolo, aveva contestato ai rispettivi legali rappresentanti, Cervi e Coletti, e a Grigolin, in quanto socio di maggioranza della Nuova Geo.Mac e amministratore unico della Superbeton Spa, proprietaria al 99 per cento della Brussi, di avere «dissimulato artificiosamente l'esistenza di un unico centro decisionale di offerte coordinate e concordate». Fatti che richiedono il dolo, ha rimarcato l'avvocato Malattia, ricordando come «sul fronte amministrativo, l'Anac avesse dapprima sanzionato le due società, salvo poi, di fronte al nostro ricorso al Tar del Lazio, annullarle in autotutela e vedersi anche condannare al pagamento delle spese».Alla fine, ad aggiudicarsi l'appalto era stata la "Edil - lavori di Zago e&c snc" di Ceggia (Venezia) per un importo lordo complessivo di 402.068,80 euro e con ribasso del 17,465 per cento. --