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14/04/2021

Nuovo stop alla variante di Grassina: ricorso

QN - La Nazione

BAGNO A RIPOLI di Manuela Plastina All'Odissea della Variante di Grassina si aggiunge un nuovo inatteso capitolo: la RTI di Polistrade, piazzatasi al secondo posto del bando di gara per il primo lotto dei lavori tra Ponte a Niccheri e Ghiacciaia, ha presentato ricorso al Tar. Contesta e chiede l'annullamento dell'affidamento dell'appalto alla RTI capitanata dalla Rosi Leopoldo Spa, risultata vincitrice su 16 offerte arrivate alla Città Metropolitana. I Comuni di Bagno a Ripoli, Greve in Chianti e Impruneta hanno già deciso di costituirsi in giudizio «a difesa dell'iter amministrativo». I rispettivi sindaci Francesco Casini (che è anche delegato Metrocittà per la mobilità), Paolo Sottani e Alessio Calamandrei, si dicono stufi e amareggiati per un'opera «prigioniera della burocrazia. È l'ennesimo segno che qualcosa deve cambiare nel sistema di realizzazione delle opere pubbliche, in perenne balia di corsi e controricorsi, mentre i cittadini subiscono le ricadute di progetti tenuti in standby per anni». Se gli amministratori promettono che l'«obiettivo non cambia: abbiamo preso un impegno e lo manterremo», si tratta dell'ennesima tegola sul tratto di strada che unendo Ponte a Niccheri alla parte alta della Chiantigiana bypasserà l'abitato di Grassina. Di quest'opera si parla dal 1962, tra progetti mai decollati, contenziosi giuridici, gare di appalto scritte più volte, tempi burocratici, adeguamenti, affidamenti e revoche. Il primo aprile del 2017 era stata anche posata la prima pietra. Ma la scelta del giorno in cui si celebrano gli scherzi è stata davvero infausta: dopo 26 milioni stanziati e solo un anno da quella cerimonia solenne, i lavori erano già fermi, dopo la revoca dell'appalto e relativi risvolti giudiziari. I 1000 giorni preventivati per la fine del cantiere, si sono così persi nell'ottimismo di un pesce d'aprile. Per questa primavera 2021 era annunciata la ripartenza definitiva. Che ora chissà quando avverrà. La variante di Grassina, dice Nardella, «è un'opera diventata una telenovela«. Una telenovela dello stento. © RIPRODUZIONE RISERVATA