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09/01/2019

Nuovo ponte sul fiume Serchio, ci siamo Entro la fine dell’anno il via al cantiere

Il Tirreno - Luigi Spinosi

Firmato ieri a Firenze l'accordo di programma tra Regione e Provincia: la fine dei lavori prevista per la metà del 2022 la grande attesa
Luigi SpinosiLUCCa. Uno degli ultimi "atti cartacei" è stato fatto, adesso - dal punto di vista dell'iter burocratico - mancano solo la il bando per la gara d'appalto e la conseguente assegnazione dei lavori poi, finalmente, il cantiere per la realizzazione del ponte sul Serchio potrà aprire i battenti. Dopo anni di annunci e promesse, che hanno fatto crescere una diffusa diffidenza, una nuova (e si spera definitiva) scadenza per il via ai lavori è stata data. Una scadenza per il via ma anche una scadenza per la loro conclusione, contenuta nell'accordo di programma che ieri a Firenze hanno sottoscritto il presidente della Regione Enrico Rossi e il presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini. Accordo che, tra le altre cose, prevede proprio una sorveglianza diretta sul rispetto dei tempi del cronoprogramma. Già, i tempi. Il progetto esecutivo realizzato dalla Provincia è noto, così come si son viste - seppur in forma di rendering - le immagini del ponte che dovrà diventare realtà. Il dettaglio tutt'altro che secondario da svelare era quello dei tempi: considerando la preparazione del bando, i tempi della gara e l'assegnazione dell'appalto, ci sono le condizioni affinché entro la fine di quest'anno si possa dare il via ai lavori o, come, ha commentato Rossi, «dovremmo cominciare a girare la calcina». Una data per l'inizio, ma anche una data per la fine, prevista per la metà del 2022, e all'interno dell'accordo sottoscritto ieri si parla proprio di rispetto dei tempi: la Regione finanzierà l'opera con 14 milioni e 450mila euro (già disponibili, stanziati dal Cipe nel dicembre 2016 dopo un accordo con il governo) e la Provincia sarà la stazione appaltante dell'opera e responsabile del procedimento. Però sarà anche istituito un collegio di vigilanza, presieduto dal governatore Rossi, per vegliare sul rispetto dei tempi del cronoprogramma; collegio che potrà in caso di inadempienze nominare un commissario ad acta per far sì che i tempi siano rispettati. Rossi, in apertura di conferenza stampa, ha ripercorso l'iter che ha portato alla sottoscrizione, partendo dall'accordo di quasi 6 anni fa tra Regione, Provincia, Comune di Lucca e Fondazione Crl, per finanziare le grandi opere sul territorio: il restauro delle Mura, interventi sull'edilizia scolastica («E oggi Lucca è tra le province più sicure sotto il profilo della sicurezza delle scuole») e, appunto, il ponte sul Serchio. Un'opera che tutti hanno definito strategica, in quanto permette di superare le limitazioni rappresentate da quello che oggi è l'unico vero collegamento tra due arterie fondamentali come la via del Brennero e la Francigena 1 (alias via di Camaiore), ossia il ponte di Monte San Quirico. Il nuovo attraversamento sorgerà a monte dell'attuale, e questo, come evidenziato da Menesini, permetterà anche di liberare le zone urbanizzate attorno all'unico ponte che c'è oggi, e che sono strette nella morsa di un traffico insopportabile. Presenti anche il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, l'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, e il consigliere regionale (ed ex presidente della Provincia di Lucca) Stefano Baccelli. Proprio quest'ultimo ha rivendicato la bontà della scelta di andare verso la nuova opera, ricordando l'episodio di 10 anni fa da cui, in un certo senso, tutto è partito: la chiusura temporanea del ponte di Monte San Quirico, per fare verifiche sulla tenuta strutturale dello stesso. Verifiche che ebbero fortunatamente esito positivo, ma che sollevò la questione del "cosa fare se per qualche motivo si dovesse chiudere quel ponte per manutenzione?". La città di fatto sarebbe stata divisa in due. Fu allora che nacque l'idea di un nuovo ponte. Ma non un ponte qualsiasi, doveva essere anche un ponte "bello": «Siamo alle porte di Lucca e non si poteva fare un'opera qualunque, ma seguire l'esempio del grande architetto Nottolini». Da qui anche il concorso internazionale per la sua progettazione. «Lucca ha un sistema infrastrutturale ancora largamente ottocentesco - ha dichiarato Tambellini - e un tessuto industriale importante e una grande movimentazione di merci e persone si trovano a fare i conti con una strada, come quella attuale, larga 4 metri. Fare il nuovo ponte è una questione di sicurezza». --