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07/07/2020

Nuovo ospedale, l’impegno di Sileri «Sì per risorse e iter semplificato»

Il Mattino di Padova - Elena Livieri

Il viceministro della Sanità dà garanzie, anche se dribbla sul Mes ed esclude l'applicabilità del Decreto Semplificazioni
Elena LivieriDribbla sul tema del Mes che ai 5 Stelle di cui è esponente ancora non va giù, ma il viceministro alla Sanità Pierpaolo Sileri assicura che le risorse per l'ospedale di Padova il Governo le metterà. Non una questione di se ci saranno i soldi, dice, ma di quando arriveranno. Questione di tempo, insomma. La rassicurazione è arrivata ieri pomeriggio, quando il viceministro ha fatto visita in città, prima incontrando il professor Andrea Crisanti all'Università e poi la professoressa Antonella Viola alla Torre della ricerca della Città della Speranza (di cui Viola è direttrice scientifica), in particolare per conoscere gli sviluppi dei progetti in tema di Covid 19.la visita«Una visita non politica, ma per un saluto e un confronto con i colleghi scienziati di Padova» ha voluto sottolineare Sileri, che pure è medico. E tuttavia se non proprio di politica, almeno di governo c'è stata l'opportunità di parlare, non fosse altro per il ruolo che Roma potrebbe e dovrebbe avere nella partita del nuovo Polo della Salute di Padova. A maggior ragione dopo l'apprezzamento del vice ministro rispetto alla Torre della ricerca: «Quando vedo strutture così belle» ha infatti commentato Sileri, «penso davvero che l'Italia sia competitiva. Tendiamo sempre a guardare fuori dal nostro Paese, come se tutto altrove fosse migliore, ma il bello è qui e questo è un centro di eccellenza anche fuori dai confini nazionali». E se con "bello" si intende innanzitutto il contenuto, ovvero l'attività scientifica e la ricerca, è inevitabile che "bello" - si legga pure funzionale e moderno - debba essere anche il contenuto. Da qui, quindi, le sottolineature sul nuovo polo della Salute che è il tassello della funzionalità e modernità strutturale di cui è carente la sanità padovana. ospedale strategicoIl vice ministro Sileri ha ribadito i tre pilastri del progetto di rilancio della Sanità del Paese: «Dobbiamo colmare le lacune che in molte regioni sono pesanti, e riguardano sia e carenze di personale, ma anche di strutture e infrastrutture. Poi c'è il tema della Ricerca che deve essere sostenuta e implementata e la formazione, perché se c'è una cosa che l'emergenza sanitaria ci ha insegnato è l'importanza di avere operatori sanitari preparati e in numero adeguato». E sul tema delle infrastrutture si inserisce il ragionamento sul progetto del nuovo Polo della Salute di Padova. Sull'ipotesi che possano essere le risorse del Mes a finanziare parte dell'opera, Sileri appunta: «Io non dico Mes, dico che quando - non se - arriveranno risorse che saremo liberi di utilizzare, queste dovranno essere usate (anche) per l'ospedale». procedure più velociSulla possibilità che la realizzazione dell'opera, per cui si preannuncia un iter di almeno 8 anni e una spesa tra i 700 e gli 800 milioni di euro per vederla ultimata, possa essere velocizzato con il Decreto Semplificazione in via di definizione, il vice ministro frena: «In questo decreto eventuali semplificazioni per procedure per la realizzazione di opere come un ospedale non sono incluse. Vi è la necessità di garantire percorsi di trasparenza e legalità, ma certamente anche di superare l'attuale lentezza dei bandi» conferma Sileri, «e posso dire che comunque ci saranno dei provvedimenti ad hoc per snellire le procedure anche per opere di questo tipo». Provvedimenti che, sottolinea lo stesso Sileri, non rispecchieranno comunque il cosiddetto "modello Genova" invocato nei giorni scorsi anche dal sindaco Sergio Giordani, che ha consentito di ricostruire in dieci mesi il ponte crollato, opera da 200 milioni di euro che con le normali procedure - tra bandi, ricorsi e tutta la burocrazia prevista dal Codice degli appalti - si sarebbe potuta realizzare in 10 anni a essere ottimisti. nuova normalitàRispetto ai nuovi casi di Covid 19, Sileri ha concordato con la professoressa Viola: «Il virus c'è e pensare di debellarlo senza vaccino non è possibile. La nostra forza è quella di saper individuare al più presto i nuovi casi, gli eventuali focolai e isolarli. Del resto questo è lo scenario che ci si prefigurava passata l'emergenza, dal momento che il virus non è sconfitto. È evidente che sta alla responsabilità e alla consapevolezza di ciascuno fare la propria parte. Si è allentata l'attenzione, mentre bisogna tenere alta la guardia». --