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04/08/2020

Nuovo ospedale, due anomalie nell’iter L’Anac avvia procedimento di vigilanza

Corriere Adriatico

Segnalati il superamento dei 3 mesi per valutare la proposta Renco e la presenza dell'opera negli atti di programmazione
L'ISTRUTTORIA
PESARO Due anomalie emergono, dalla verifica degli atti amministrativi, nella procedura seguita dalla Regione Marche per la progettazione e costruzione del nuovo ospedale di Marche Nord a Muraglia: la valutazione, oltre il termine perentorio di 3 mesi prescritto dalla legge, della fattibilità della proposta di project financing presentata dalla cordata di imprese guidata dalla Renco e la presenza dell'opera in tutti gli strumenti di programmazione, ugualmente esclusa dal codice degli appalti (prima di una modifica introdotta dal decreto legge Semplificazioni in vigore da 16 giorni) per l'iter che riconosce all'operatore economico proponente il diritto di prelazione all'esito della gara.
L'azienda ha acquisito gli atti
Queste incongruenze sono state segnalate a marzo all'Autorità nazionale anticorruzione, competente sulla regolarità dei contratti pubblici, che ha formalmente avviato un procedimento di vigilanza. In seguito alla comunicazione dell'Anac, la società Renco a maggio ha presentato un'istanza di accesso agli atti acquisendo tutta la documentazione prodotta nella segnalazione.
La procedura attivata per l'ospedale unico, diventato il nuovo ospedale di Marche Nord in seguito al protocollo Fano che prevede il mantenimento di funzioni ospedaliere al Santa Croce anche dopo la sua costruzione, è quella del progetto di finanza, disciplinato dall'articolo 183, comma 15, del decreto legislativo 50 del 2016. Il governatore Ceriscioli ha introdotto questo cambio di procedura rispetto a quella standard della gara indetta sulla base di un progetto di fattibilità redatto dall'ente pubblico (nella ricognizione dell'iter storico contenuta negli atti della Regione è pure sparito lo studio di fattibilità redatto da Marche Nord nel 2014 per l'ospedale a Fosso Sejore). Le due prescrizioni indicate, secondo la ratio desumibile dalla lettera della legge, sono volte a mettere dei paletti nella procedura straordinaria che garantisce un vantaggio all'operatore economico curatore del progetto preliminare, altrimenti competenza dell'ente pubblico, come premio alla sua iniziativa. Appunto, i tempi rigidi per dichiarare la fattibilità del progetto e l'innovazione della proposta, utile all'amministrazione pubblica, rispetto alla precedente programmazione (la legge si riferiva ai lavori pubblici non presenti negli strumenti di programmazione approvati dall'amministrazione aggiudicatrice).
La proposta del progetto di finanza delle aziende Renco, Siram, Papalini e Linea Sterile è stata presentata il 26 marzo 2018 ma la giunta regionale delle Marche ne ha dichiarato la fattibilità ben oltre i 3 mesi prescritti, ovvero solamente 10 mesi dopo, con la delibera 84 del 28 gennaio 2019, concludendo la fase di dichiarazione di pubblico interesse addirittura dopo un altro anno, con la delibera 100 del 3 febbraio 2020. Peraltro, la proposta Renco era stata scelta nel 2018 in seguito a una comparazione tecnica irrituale con la proposta presentata il 12 gennaio 2017 dall'azienda Icm di Vicenza (che a sua volta avrebbe dovuto essere valutata entro 3 mesi) e dopo aver acquisito i pareri del Dipartimento per la programmazione economica del Governo e dell'azienda Marche Nord solamente per il progetto dell'impresa veneta.
La pianificazione precedente
L'ospedale unico di Marche Nord, invece, era stato inserito in tutti gli strumenti di programmazione. Precisamente nel piano socio sanitario 2012/2014 della Regione (approvato il 16 dicembre 2011 e vigente fino a febbraio di quest'anno), nell'atto aziendale degli Ospedali riuniti Marche Nord approvato con determina 721 del 3 ottobre 2016 e nei programmi triennali delle opere pubbliche della stessa Marche Nord 2015/2017 e 2016/2018, dove è indicato come Realizzazione nuovo complesso ospedaliero.
Alla luce di queste incongruenze formali potrebbe assumere un rilievo particolare il rapporto di fiducia istituzionale e personale tra il presidente della giunta regionale e la società Renco di Pesaro (il direttore generale della Renco era il direttore generale del Comune di Pesaro allorché Ceriscioli compì la sua prima esperienza amministrative come assessore comunale, dal 2000 al 2004; la Renco ha finanziato la campagna elettorale di Ceriscioli del 2015 con 5.000 euro).
Il rapporto con l'impresa
Il rapporto del governatore con i suoi finanziatori elettorali (in gran parte della sanità privata) è stato oggetto a più riprese di polemica politica in particolare da parte di M5S e centrodestra. Riguardo alla Renco, Ceriscioli ha dichiarato che la scelta del suo progetto è stata compiuta dai tecnici e che è orgoglioso che tra i suoi finanziatori ci sia questa azienda che porta il nome delle Marche nel mondo. L'istruttoria avviata da Anac permetterà di verificare se le contraddizioni dell'iter rispetto alla legge siano compatibili o meno con l'istruttoria in corso.
Lorenzo Furlani
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