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16/07/2021

Nuovo Galliera, riparte la gara Un bando per attrarre i privati Niente autofinanziamento per i costruttori e nessun immobile come contropartita Italia Nostra presenta un esposto alla Corte dei conti sulla sostenibilità economica il progetto da 154 milioni

Il Secolo XIX - Annamaria Coluccia

Annamaria Coluccia Conto alla rovescia per decidere sul bando che farà ripartire l'iter del Nuovo Galliera, dopo che la gara per progettazione esecutiva e lavori della struttura ospedaliera è andata deserta. Nel mentre Italia Nostra ha presentato anche un esposto alla Corte dei Conti per chiedere una verifica sulla sostenibilità economica dell'intera operazione, da anni al centro di polemiche e anche di contenziosi giudiziari, da parte di chi contesta il suo impatto economico, sanitario e sul territorio.Il 23 luglio è fissata la riunione decisiva del consiglio di amministrazione del Galliera, presieduto dall'arcivescovo di Genova Marco Tasca, per stabilire come impostare il nuovo bando che l'ospedale vuole pubblicare entro luglio o, al più tardi, a inizio agosto, con l'obiettivo di assegnare definitivamente l'appalto entro l'anno. E, anche se la decisione formale deve ancora essere presa, è quasi certo che si abbandonerà la formula del contraente generale (general contractor in inglese) per passare all'appalto integrato, e che il Galliera fnanzierà l'opera da 154 milioni tutta con denaro e senza cessione di immobili, come era invece nel bando naufragato. «C'è un orientamento molto forte a scegliere la formula dell'appalto integrato, al posto del contraente generale, e a non ricorrere anche alla cessione di immobili per finanziare l'opera, grazie alle due eredità ricevute», conferma Giuseppe Zampini, vicepresidente del consiglio di amministrazione del Galliera. L'obiettivo di queste modifiche è quello di introdurre condizioni più favorevoli per i potenziali concorrenti e di avere più offerte fra cui scegliere. Con l'appalto integrato l'operatore riceve dal committente i soldi via via che procedono i lavori, mentre il general contractor è tenuto, per legge, ad avviare l'opera con una quota di prefinanziamento a suo carico (nel bando del Galliera il pagamento del primo acconto era previsto dopo 24 mesi). Questo iter già impegnativo era poi complicato dalle incognite legate al fatto che circa 11 dei 154 milioni, sarebbero stati pagati con la cessione al general contractor di due immobili dell'ospedale (il padiglione D della direzione, e il padiglione E della banca del midollo osseo), a lavori ultimati, entro sei mesi dal collaudo. Nel nuovo bando il valore di questi immobili dovrebbe essere coperto per circa 10 milioni con il denaro ricevuto dal Galliera grazie a due eredità, e per un milione circa «con risorse recuperate nel bilancio», spiega Zampini. Quanto alla possibilità di utilizzare i soldi dei due lasciti per realizzare il nuovo ospedale: «Una delle due eredità non ha vincoli di destinazione - risponde Zampini - Per l'altra era stata espressa la volontà di destinarla all'ambito della cardiochirurgia. Non c'è, però, un vincolo cogente ma, visto che nell'appalto per il nuovo ospedale è compresa la realizzazione delle infrastrutture impiantistiche, questo lascito ci servirà per gli impianti della cardiochirurgia».Intanto, però, lo scontro sul nuovo ospedale si arricchisce di un altro capitolo. «Abbiamo depositato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere che faccia una verifica sulla sostenibilità di questa operazione, in coerenza con gli intenti già manifestati dalla stessa Corte», annuncia Vincenzo Lagomarsino, presidente di Italia Nostra Genova. «Errare è umano, perseverare è diabolico», il commento di Zampini sull'ultima iniziativa dell'associazione ambientalista. Associazione mobilitata anche per vigilare che il ministero dei Beni culturali dia seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che, circa un mese fa, ha accolto un ricorso di Italia Nostra, che chiedeva al ministero vincoli di maggiore tutela per l'area dell'ospedale. Mentre sull'operazione pendono anche altri quattro fra esposti e ricorsi a Corte dei Conti, Tar e Consiglio di Stato. --© RIPRODUZIONE RISERVATA