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30/10/2020

Nuovo depuratore pronto entro il 2014 via i tubi in amianto

Il Piccolo di Trieste

staranzano
STARANZANOIl nuovo depuratore di Staranzano sarà pronto nel 2024 e la sua costruzione verrà portata avanti in parallelo con la sostituzione e integrazione dell'impianto attuale, questo permetterà di non interrompere il servizio, di attuare economie di scala ed eviterà ulteriore consumo di suolo dato che l'opera conclusa occuperà sostanzialmente la stessa area attuale. È quanto assicurato dal direttore di Irisacqua Paolo Lanari e dall'amministratore unico Gianbattista Graziani nel corso della riunione (in videoconferenza) della Commissione consigliare sulle Partecipate del Comune di Staranzano. Al centro della seduta della commissione, presieduta dalla presidente Tiziana Maioretto, la presentazione di Irisacqua e dei progetti in corso, dalla sostituzione delle tubature in cemento amianto al futuro nuovo depuratore che, proprio a Staranzano, prenderà il posto dell'impianto attuale e sarà snodo cruciale della futura nuova dorsale fognaria. «È stato un incontro molto proficuo - ha commentato Maioretto - che ha permesso ai consiglieri di capire nel dettaglio l'operato di Irisacqua e l'importante progetto che interessa Staranzano. Il nuovo depuratore di Staranzano ha avuto una cronistoria lunga e complessa che era giusto ripercorrere, ma ci siamo concentrati soprattutto sulla funzione e sull'importanza che questo nuovo impianto avrà per tutti i comuni afferenti alla futura dorsale». «Ringrazio la commissione - ha detto Graziani - per averci dato la possibilità di spiegare i nostri obiettivi. Ci siamo confrontati sul vasto piano che stiamo portando avanti per dismettere tutte le tubature in cemento amianto che ancora fanno parte della rete, un progetto che ci vedrà impegnati per i prossimi dieci anni e che renderà il nostro acquedotto privo di tubature in questo materiale contribuendo anche a ridurre significativamente le perdite. Per quanto riguarda il nuovo depuratore la sua cronistoria è esemplificativa del grande problema che ci troviamo ad affrontare per realizzare nuove opere. Al di là dei ricorsi che ne hanno contraddistinto l'iter burocratico, è inaccettabile che il codice degli appalti ci costringa a tempi così lunghi per eseguire dei lavori già pienamente finanziati. È inconcepibile che, soprattutto in questa congiuntura economica, importanti risorse rimangano bloccate per anni con un danno alle aziende, al comparto produttivo e ai cittadini stessi che devo attendere troppo a lungo per vedere completate opere necessarie». --