scarica l'app
MENU
Chiudi
25/11/2020

Nuovo blitz sui vaccini per risolvere il giallo di 400mila dosi sparite

La Repubblica - Sarah Martinenghi

L'inchiesta
Nel mirino due bandi E si guarda a quel che è successo in regioni come la Lombardia con 10 gare andate deserte
Due bandi nel mirino. E un altro, quello, del 2019, acquisito per capire come sia funzionata la campagna di acquisto dei vaccini antinfluenzali finita nel caos. La procura continua a muoversi per trovare risposte rapide ai tanti dubbi sollevati sulla carenza di 400 mila fiale acquistate il 15 giugno scorso con un appalto da 6 milioni 316 mila 700 euro aggiudicato a Sanofi. Si guarda con attenzione a quel che è successo in altre regioni. Come la Lombardia, dove sono andate deserte dieci gare, per lasciare poi aperta la possibilità di vaccinarsi in privato. Al costo per una fiala, anche di 60 euro: dieci volte tanto il prezzo aggiudicato con procedura pubblica in Piemonte.
Ieri gli uomini della Guardia di Finanza (gruppo Tutela Spesa Pubblica) hanno acquisito nuovi documenti: dopo essere andati, venerdì scorso da Scr, la società di Committenza Regionale, è stata la volta del Seremi (il servizio di riferimento regionale di epidemiologia per il controllo delle malattie infettive) e della Regione. In attesa di ricevere la denuncia annunciata dall'ex pm Antonio Rinaudo, ora responsabile legale dell'Unità di Crisi, l'indagine del pm Fabiola D'Errico e dell'aggiunto Enrica Gabetta affronta le sue prime valutazioni alla luce dei documenti presi per capire se ci siano responsabilità penali dietro al blocco dei vaccini. L'inchiesta è nata sulla base di un esposto presentato da privati cittadini che non erano riusciti a immunizzarsi e hanno allegato all'esposto gli articoli di giornale usciti nei giorni scorsi. Per ora è senza indagati.
Sono state due le gare indette da Scr tra maggio e luglio con il criterio del "minor prezzo". La prima però è stata revocata. Era stata in parte aggiudicata a Seqirus, azienda leader mondiale specializzata proprio in vaccini. Si trattava di un appalto da 900 mila dosi che comprendeva però due lotti, il primo, più consistente, del valore di 5 milioni 409 mila euro, con un importo a fiala di 5,60 euro. Un secondo, più contenuto, da 26 mila 500 con importo unitario da 5,30. Seqirus era stato l'unico partecipante alla gara e si era aggiudicato il secondo lotto. Il primo però è stato revocato, con decisione del 28 maggio. Il motivo, si legge nell'atto, è legato a una lettera del Se.re.mi del giorno prima: «Se.Re.Mi ha comunicato la necessità di aumentare il fabbisogno del Piemonte di dosi di vaccino antinfluenzale inattivato tetravalente (lotto 1), inizialmente stimato in 900.000 dosi, passando a 1.100.000 dosi». Questo per ridurre il più possibile il rischio di confondere i sintomi influenzali con quelli del Covid, con la possibilità di «estendere il vaccino a partire dai 60 anni di età (anzichè 65), introdurre la gratuità pediatrica, e l'obbligo per gli anziani». Il timore della Regione era che la gara andasse deserta e dunque aveva deciso di alzare il prezzo delle fiale che era disposta a pagare «stante la constatazione che l'aumento del fabbisogno del suddetto vaccino risulta esteso all'intero ambito nazionale, e che tale quadro potrebbe generare una possibile carenza sul mercato e, di conseguenza, un possibile aumento di prezzi, con il rischio di avere una diserzione della gara» si legge nel documento. La convenzione con Sanofi viene firmata a luglio. Il bando è per 1 milione 118 mila dosi (poi aumentate a 1 milione e 300 mila) per «soggetti a partire dai 6 mesi di età», per un importo complessivo di 6 milioni 316 mila 700 euro. Ed è un contratto che obbliga Sanofi per 6 mesi a partire da ottobre 2020, al prezzo di 5,65 euro per siringa. La penale è chiara: il dieci per cento dell'intero appalto, in caso di inadempienza. In attesa dell'esposto che arriverà dalla Regione, gli inquirenti vogliono capire cosa non abbia funzionato, a partire dai quantitativi richiesti a quelli distribuiti, e quelli mai arrivati nonostante la possibilità di incorrere in penali e azioni legali. Con un occhio però anche al 2019, per confrontare due gestioni diverse, in tempi di pandemia e di normalità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA Su Repubblica Cirio: causa a Sanofi L'annuncio sul giornale di sabato scorso

Foto: jSolo 900 mila vaccinazioni In realtà l'accordo tra Regione e Sanofi prevedeva 1,3 milioni di dosi. A occuparsi della partita per piazza Castello l'ex pm Rinaudo