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11/11/2019

Nuovo bando per la raccolta dei rifiuti «Ma così la Tari rischia di aumentare»

Il Tirreno - V.L.

L'appalto riguarda Pisa, Cascina e i Comuni del Lungomonte. Fronte comune dei sindaci per chiederne la sospensione tasse e servizi
pisa. Le prime proteste erano arrivate nei giorni scorsi da Cascina. Poi anche l'opposizione pisana, con il gruppo di Diritti in Comune, ha suonato l'allarme. Adesso c'è una richiesta formale rivolta all'azienda che si occupa della gestione dei rifiuti, Geofor, a fare un passo indietro rispetto al bando per l'affidamento di alcuni servizi - prevalentemente la raccolta dei rifiuti porta a porta - sul territorio dei Comuni Calci, Cascina, Pisa, San Giuliano Terme, Vecchiano e Vicopisano. Quel bando è da sospendere e rivedere. Lo chiedono i sindaci di San Giuliano, Sergio Di Maio, Vecchiano, Massimiliano Angori, Vicopisano, Matteo Ferrucci e Calci, Massimiliano Ghimenti. E lo chiede anche la maggioranza in consiglio comunale a San Giuliano. I motivi? C'è il rischio concreto di un aumento della Tari per i cittadini e non ci sono garanzie per il personale che verrà impiegato nei servizi richiesti. «Noi sindaci - scrivono i primi cittadini del Lungomonte - sentiamo e facciamo nostre le preoccupazioni delle forze politiche, dei gruppi consiliari e dei cittadini, oltre che dei lavoratori, e chiediamo il rispetto delle garanzie salariali e contrattuali per i lavoratori, unitamente all'efficienza del servizio, che da sempre contraddistingue l'azienda. Siamo disponibili da subito a incontrare l'azienda per i chiarimenti necessari nell'interesse delle comunità che rappresentiamo».La procedura avviata da Geofor (che scade il 15 novembre) segue la rescissione del contratto - pochi giorni prima della sua naturale scadenza - con l'azienda Avr. Una vicenda, quella di Avr, ancora tutta da chiarire sia rispetto ai rapporti con Geofor (per la quale ha continuato a prestare servizio pur avendo avviato un ricorso al Tar) che rispetto alla vertenza che interessa i lavoratori in agitazione da tempo e su più fronti: dai temi legati al salario a quelli della sicurezza dei mezzi di lavoro. Al di là di come andrà a finire la società pisana ha l'esigenza di trovare un nuovo partner per i servizi di raccolta differenziata e trasporto dei rifiuti e altri servizi di igiene urbana a Pisa, Cascina e nella zona del Lungomonte. Ma sulle "garanzie" del bando la distanza di vedute tra Geofor e Comuni è notevole. Dopo le contestazioni estive e la convocazione del presidente Daniele Fortini e delle rappresentanze sindacali in commissione consiliare lo scorso luglio i partiti di maggioranza (Pd, Sinistra Unita per un'altra San Giuliano, Futura, Democratici Riformisti Insieme) non hanno dubbi: «Il bando è da fermare, mancano le garanzie per chi lavora e chiede dignità, rischiamo di scaricare sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini l'interesse di pochi. A fronte di un aumento dei costi della Tari al cittadino, già comunicati da Geofor, non ci sono garanzie salariali per i lavoratori e di efficienza del servizio. Rischiamo il protrarsi di scioperi e disservizi a danno della comunità». «Qualunque ditta, impresa o associazione d'imprese, abbia in animo di partecipare alla gara di assegnazione dei servizi- continuano - dovrà avere ben chiaro l'onere di garantire ai propri dipendenti lo stesso trattamento economico disciplinato dallo specifico contratto collettivo nazionale, l'utile d'azienda non deve essere fatto sulla compressione salariale ma deve essere garantito da un idoneo piano industriale in grado di abbattere le diseconomie e di rendere più favorevole l'offerta. Tale condizione non risulta ben chiara ed inequivocabile nel bando. La difesa del diritto alla parità di retribuzione è stata assunta con tempestività e coraggio dalla maggioranza che governa il Comune di San Giuliano Terme nello specifico interesse dei lavoratori e di quello dei cittadini al fine di avere la massima qualità del servizio. Per questa ragione, la stessa maggioranza, consapevole del rilievo e dell'incidenza che la voce Tari rappresenta nel bilancio dell'amministrazione, chiede a Geofor di dissipare ogni fumus di ambiguità in ordine ai contenuti del bando di gara e di volersi disporre, con la massima celerità, ad un incontro chiarificatore». Il riferimento è al valore complessivo della gara che è di circa 30 milioni ma a copertura dei costi di servizio, dalle cartelle Tari riscosse dai Comuni, ci sono poco più di 26 milioni di euro: la differenza, 3 milioni e 900 mila euro dovrà giocarsela la società affidataria dei servizi facendo "valere" sul mercato i rifiuti differenziati raccolti e, appunto, venduti. Un obiettivo più che accessibile per Geofor, come specificato nel bando. Ma la maggioranza sangiulianese non la pensa così. E rispetto all'eventualità che il bando non venga sospeso conclude: «La maggioranza, in primis il sindaco, ove tale richiesta non venisse accolta e non si raggiungessero i predetti elementi di chiarezza, preannuncia anche l'eventualità della dilazione temporale dell'approvazione del bilancio preventivo. Invitiamo anche i comuni dell'area pisana coinvolti nel bando al tempestivo approfondimento chiarificatore nell'interesse delle comunità che rappresentiamo». In linea con la maggioranza a San Giuliano anche il gruppo di Diritti in Comune a Pisa. «Il Comune di Pisa deve richiedere l'immediata sospensione del bando - affermano i rappresentanti del movimento -. Come denunciato anche da Cobas e Usb, nella gara che è stata pubblicata, contrariamente a quanto annunciato, non vi sono le risorse necessarie per l'applicazione del contratto nazionale di categoria di maggior tutela per tutti i lavoratori impegnati nel servizio». -- V.L.