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18/05/2021

Nuovo bando per i buoni spesa sì al sussidio per 144 famiglie

Il Tirreno - Luca Signorini

Altre 79 sono state ammesse con riserva. Il valore va da un massimo di 500 euro per un nucleo più numeroso a un minimo di 140 euro monsummano
Monsummano. Al primo bando, pubblicato alla fine del 2020, avevano risposto 257 famiglie, ovvero il 3 per cento di quelle residenti a Monsummano (che sono 8.600). Numeri che hanno portato un mese fa il Comune a pubblicare un secondo avviso per la distribuzione dei buoni spesa da utilizzare nei negozi della città per l'acquisto di beni di prima necessità (alimentari, igiene personale, prodotti per bambini). E anche in questo caso le domande arrivate in municipio sono state numerose, ben 234. Di queste, 144 riceveranno il sussidio, 79 sono ammesse con riserva, 11 invece sono state respinte per mancanza dei requisiti richiesti. Non allenta dunque la presa l'emergenza economica aggravata dalla pandemia da Covid-19, che si trascina ormai da più di un anno. L'amministrazione per questo beneficio una tantum ha investito 65.000 euro per il primo bando e 86.000 per il secondo. Il valore dei buoni spesa va da un massimo di 500 euro per una famiglia con più di quattro componenti e una riduzione di oltre il 75 per cento del reddito, a un minimo di 140 euro per una famiglia con uno o due membri e una riduzione del reddito oltre il 25 per cento. Il bando era rivolto ai titolari di attività, lavoratori e disoccupati a causa del coronavirus (per cessazione o riduzione dell'attività) che abbiano avuto una riduzione del reddito familiare, dal 1° gennaio al 30 novembre 2020, secondo quattro fasce: oltre il 25 per cento, oltre il 35 per cento, oltre il 50 per cento e oltre il 75 per cento; per le quali il reddito familiare medio netto mensile nel 2020, depurato di questa diminuzione, non superi i 2.000 euro per famiglie di una o due persone, i 2.500 per famiglie di tre o quattro persone, i 3.000 per famiglie con oltre quattro persone. In più i nuclei familiari non devono avere depositi bancari e depositi postali con importi superiori ai 25.000 euro. --Luca Signorini© RIPRODUZIONE RISERVATA