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25/08/2020

Nuovi infetti a quota 33 In Fvg spesi 23 mila euro per ciascun contagiato

Il Piccolo di Trieste - Marco Ballico

Cifra inserita nel dossier dell'Anac sulla gestione dell'emergenza nel lockdown Costi pro capite di 57 euro. Ieri altri dieci positivi legati alle discoteche di Lignano Le corse ai test e le serate in libera uscita il trend
Marco Ballico / triesteUn altro scossone nella curva del contagio in Friuli Venezia Giulia. Si contano altri 33 nuovi positivi, un dato appena inferiore al +36 del giorno precedente. Il totale da inizio emergenza è ora di 3.616: 1.454 a Trieste (+7, di cui 4 migranti all'ostello Alpe Adria), 1.126 a Udine (+14), 791 a Pordenone (+8), 240 a Gorizia (+3) e 5 non residenti (+1). Il filone evidenziato dal vicepresidente Riccardo Riccardi è stavolta quello delle discoteche di Lignano, già emerso nei giorni scorsi, ma che ha aggiunto ieri altri 10 contagi legati ai locali per il ballo. Lavoratori o utenti? «Quello che ci interessa è che si tratta di contatti da discoteca: perché ci lavorano, perché l'hanno frequentata, perché hanno incontrato chi c'è andato - spiega Riccardi -. Un riscontro che dà evidenza del lavoro di tracciamento, come pure su altri fronti». Sui contagi in discoteca insiste anche il Pd. «I dati sui contagi non consentono speculazioni ma solo un aumento dell'attenzione proporzionato alla situazione - afferma la deputata Debora Serracchiani -. Basta tentare di distrarre parlando di migranti-untori, creando invece condizioni di sicurezza per tutti. E basta attacchi al Pd che chiede di badare ai rischi veri: chi ha sbagliato sulle discoteche non è il caso ora dia lezioni». I tamponi sulle 24 ore (3.362, 204 più di quelli comunicati venerdì) hanno consentito di individuare altri 4 migranti positivi nella struttura di Prosecco, di cui 3 minori, dopo i 9 già resi noti. Il resto delle infezioni riguarda persone rientrare dalle ferie, chi dalla Spagna, chi dalla Sardegna, o dall'estero (Albania, Romania, Kosovo, Turchia) per ragioni di lavoro. Il tutto in un contesto in cui, come già da settimane, si va nettamente abbassando l'età media di chi contrae il coronavirus. Un fattore che spiega perché si siano verificati solo 3 decessi con diagnosi Covid dal 25 giugno (il totale è di 348), mentre gli attualmente positivi sono saliti a 282 (+28), i totalmente guariti ammontano a 2.986 (+5), i clinicamente guariti sono 10 (-1) e le persone in isolamento 261 (+29). Con le terapie intensive che ospitano due soli pazienti e i reparti delle malattie infettive altri nove, tuttavia, il sistema sanitario non vede aumentare il carico di lavoro. «Oltre al tema dell'età, è questa la grande differenza rispetto alla prima fase della pandemia - dice Riccardi -. I numeri stanno diventando importanti, ma fortunatamente non hanno l'impatto di mesi fa». Un riferimento a un periodo, quello di marzo-aprile, messo sotto la lente dall'Autorità Anticorruzione che ha fotografato il comportamento delle Regioni davanti all'urgenza di acquistare tamponi, ventilatori, letti, mascherine, camici, guanti e igienizzanti. Uscite di cassa imposte dalla pandemia, ma che, con la possibilità di procedere in deroga al codice degli appalti, hanno visto emergere «vergognose speculazioni», come le ha definite il commissario straordinario Domenico Arcuri. Nel dossier di 68 pagine si scopre tra l'altro che ogni cittadino del Fvg ha speso mediamente 57 euro per far fronte alla prima fase dell'emergenza Covid. Un dato che si trasforma in quasi 23mila euro per contagiato al 30 aprile. Una criticità su due, riassume l'Autorità, si è registrata sulle mascherine, con prezzi unitari che, per le ffp2, le più richieste, sono oscillati dai 2,20 euro spuntati dalla Protezione civile ai 7,50 della Regione Lazio, mentre per quelle chirurgiche in genere la forbice è stata tra 0,50 e 0,70 euro. Differenze ben più nette sui camici (da 1,80 a 7,90), i guanti (da 0,02 a 0,87), i ventilatori polmonari (da 6.950 a 38.200, anche se su prodotti di livello qualitativo variabile e dunque non comparabili).All'interno di una spesa nazionale complessiva di 5,8 miliardi nei due mesi del "lockdown", il Fvg partecipa con 69,2 milioni, di cui 19,8 milioni per le mascherine, 10,4 per altri dispositivi di protezione individuale, 7,1 milioni per tamponi e reagenti, 5,2 milioni per ventilatori e ossigenoterapia, 366 mila per forniture di igienizzanti e 232 mila per servizi di igienizzazione, cui si aggiungono 26 milioni alla voce "altro", che comprende letti, camici, guanti, occhiali, tute. Approfondendo l'analisi comparativa territoriale, è stata calcolata la spesa pro capite per regione. Il valore più elevato è rappresentato dalla Toscana, dove l'emergenza ha pesato su ogni residente per un costo pari a 101 euro. Il Fvg è sesto con 57 euro. A leggere poi il rapporto tra spesa e numero di contagiati a fine aprile, si osserva che ciascun assistito è costato in Campania oltre 76mila euro contro i 22.878 del Fvg, sesto pure in questa graduatoria. --© RIPRODUZIONE RISERVATA