scarica l'app
MENU
Chiudi
13/06/2020

Nuovi attacchi al gruppo di Colao I dem lo chiamarono e ora criticano

Corriere della Sera - Alessandro Trocino

Primo piano L'emergenza sanitaria la ripartenza
Il top manager alla fine sarà invitato agli Stati generali Ma c'è chi dice: perché nominarlo e poi non ascoltarlo?
ROMA U na coppia riluttante, che convive a distanza da mesi tra silenzi e diffidenze. Essendo congiunti di fatto - uno presidente del Consiglio, l'altro presidente della commissione per il rilancio economico - avrebbero potuto vedersi senza autocertificazioni, ma Vittorio Colao se ne è rimasto a Londra, mentre Giuseppe Conte da Palazzo Chigi si è prima dimenticato di averlo nominato, poi probabilmente pentito e ora si appresta a celebrare un incontro agli Stati generali, senza troppo entusiasmo. Anche perché critiche e distinguo nei confronti del piano di Colao e soci si sprecano nella maggioranza, tanto che da più parti ci si chiede cosa sia stato chiamato a fare un presidente di peso nella Commissione se poi si ha intenzione di mettere in un cassetto le 102 proposte elaborate in queste settimane.

Colao, manager di lungo corso, è stato scelto formalmente da Conte ma in realtà è stato voluto dal Pd e in particolare da Nicola Zingaretti. Intravedendo la fine del periodo più duro del lockdown, i dem avevano bisogno di un uomo autorevole di cui fidarsi per stare in prima linea nella fase del rilancio.
Conte ha accettato a malincuore e, avvertendo il pericolo di un eccessivo protagonismo di Colao, ha pensato di annacquarne il potenziale, affiancandogli una ventina di professori e burocrati. Appena insediata, la commissione è sparita dal radar. Un po' perché ognuno lavorava per conto suo, un po' perché erano tempi nei quali l'emergenza sanitaria dettava le priorità.


Le turbolenze in queste settimane non sono mancate. Anche perché Conte ha sofferto i retroscena che parlavano prima di un governo Draghi, poi di un esecutivo Colao. In molti rimproverano al presidente del Consiglio un eccesso di protagonismo, ricollegandolo a una presunta tentazione di smarcarsi per il futuro, mettendo in piedi quel partito che, secondo i sondaggi, veleggerebbe tra il 12 e il 15 per cento. Colao, da parte sua, non ha gradito certi atteggiamenti nei suoi confronti, come se fosse in cerca di un qualche atto di riconoscenza.


E così quando il manager, il 9 giugno, ha messo sul tavolo le 121 pagine del piano elaborato dalla task force, l'entusiasmo a Chigi non era alle stelle. Il lavoro della Commissione è stato ampio e circostanziato, ma in molti lo vedono come un'intromissione. I 5 Stelle non apprezzano molti punti in contrasto con il loro programma: la deroga al decreto dignità, la volontary disclosury vista come una sanatoria, la revisione del codice degli appalti, l'apertura degli esercizi commerciali nei festivi, l'accelerazione del 5G. Sul Fatto Quotidiano Paolo Cacciari parla di «una gigantesca operazione di lobbyng». Solo che in questo caso Colao è stato chiamato ufficialmente a svolgere questo lavoro. Anche nel Pd, che l'aveva voluto, non mancano i distinguo. Per Graziano Delrio, «Colao non ha studiato la banca dati dell'Anac e la situazione delle opere pubbliche». Per lo Svimez «mancano strategie per il Sud». Andrea Orlando, dietro la diplomazia, mostra il dissenso: «Ci sono alcune cose buone e altre no».


Conte alla fine ha accettato di chiamare Colao agli Stati generali. Anche perché, spiegano in molti, al premier serve mostrare all'opposizione che il governo ha piani concreti per lo sviluppo. Che poi gli stessi vengano davvero presi in considerazione e attuati, è un'altra questione, tutta da stabilire.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il profilo

Vittorio Colao, 58 anni, ex ad Vodafone e Rcs, guida
la task force
rilancio incari-cata da Conte

Le proposte della task force

Il sostegno
a imprese e lavoro

Nel piano ci sono impre-se e lavoro, da sostenere e facilitare con, tra l'altro, la rimozione del contagio dalle responsabilità penali del datore di lavoro e la promozione dello smart working

La Pubblica

amministrazione

Per la P.A. la task force indica compensazione con crediti liquidi esigibili,

digitalizzazione e, per
le imposte sul reddito,

differimento a novembre

del pagamento della prima rata di acconto

Le infrastrutture
e l'ambiente

Per la task force devono diventare «il volano

del rilancio» puntando alla rapida attivazione
di investimenti rilevanti
per accelerare velocità
e qualità della ripresa

Istruzione, ricerca
e competenze

Tre i fattori chiave indicati per lo sviluppo: istruzione, ricerca,

competenze. Un intero capitolo è dedicato alla

scuola e allo sviluppo di un contratto nazionale per i ricercatori/docenti

Turismo, arte

e cultura

Nella quinta sezione del

piano, turismo, arte e cultura italiani vanno elevati a «brand iconico» per rafforzare sistemati-camente l'immagine del Paese per chi ci vive e per chi viene in visita

Gli individui

e le famiglie

Le ultime proposte sono per persone fragili e rese vulnerabili dalla crisi; parità di genere; contras-to agli stereotipi; conci-liazione lavoro-famiglia e sostegno per le donne vittime di violenza


Foto:

Napoli Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino al Museo Cappella Sansevero. Il piano Colao punta anche su arte e cultura