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07/02/2020

«Nuove regole per i buoni pasto o sarà stop»

QN - Il Resto del Carlino

di Achille Perego MILANO Senza una riforma di un sistema «al collasso» e che genera «una tassa occulta del 30%», negozi, bar, ristoranti e supermercati sono pronti a far scattare la serrata dei buoni pasto. Con il rischio che oltre 3 milioni di italiani non possano più pagare con i buoni la pausa pranzo o la spesa. L'ultimatum al governo - con una lettera inviata al ministero del Lavoro e al Mise - è stato lanciato ieri da Fipe-Confcommercio, Federdistribuzione, Ancc Coop, Confesercenti, Fida e Ancd Conad. «Siamo arrivati a un punto limite» hanno avvertito ieri le associazioni di categoria della distribuzione e ristorazione, insieme nella battaglia dei buoni pasto. Buoni che, se il governo non interverrà entro l'autunno con provvedimenti - a partire dalla revisione del codice degli appalti - per farne rispettare il valore lungo tutta la filiera, non saranno più accettati. Così entrerebbe in crisi un sistema di pagamento che riguarda un pranzo fuori casa su quattro con 500 milioni di buoni emessi nel 2019 per un valore di 3,2 miliardi. Ma ogni giorno, negozi, bar, ristoranti e supermercati perderebbero 3mila euro su 10mila per le commissioni alle società emettitrici e le gare al ribasso dell'amministrazione pubblica (tanto che su un buono di 8 euro se ne incassano 6,18) a cui aggiungere gli oneri finanziari. Già in passato la Fipe aveva denunciato le storture del mercato dei buoni che aveva subito due anni fa il crac della regina degli appalti pubblici, Qui!Group (fallita con non meno di 325 milioni di debiti secondo la Procura di Genova) e l'aumento delle commissioni (oltre il 20%) spinte dalla gare al ribasso di Consip. Verso cui le associazioni di categoria hanno avviato un'azione di responsabilità per omesso controllo per tutelare le 4mila imprese convenzionate sulle quali si è abbattuto il danno economico. Sul fronte caldo dei buoni pasto è intervenuta anche l'associazione delle società emittenti, Anseb. Il presidente Emmanuele Massagli ha ricordato come «da anni siamo al fianco degli esercenti affinché la conformazione dei bandi di gara pubblici al massimo ribasso venga rivista» premiando la qualità delle offerte. Massagli, ha avvertito però che «il mercato del buono pasto è sano e in crescita» anche grazie alla Legge di Bilancio che ha alzato a 8 euro la defiscalizzazione sui buoni elettronici. © RIPRODUZIONE RISERVATA