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04/01/2019

Nuova tegola per Ama, bocciato il bilancio: «I conti sono a rischio»

Il Messaggero - Fabio Rossi

IL DOCUMENTO
Il collegio sindacale dà parere non favorevole al documento finanziario 2017 dell'azienda: «Scarsa prudenza e troppi errori» TRA I CREDITI VANTATI MANCHEREBBERO 40 MILIONI CHE POTREBBERO METTERE IN PERICOLO L'EQUILIBRIO DELLA PARTECIPATA LA SOCIETÀ RIBATTE: «GIUDIZIO SINGOLARE I NOSTRI NUMERI PROMOSSI DAI REVISORI ANCHE CON LE INTEGRAZIONI»
Parere «non favorevole» al bilancio dell'Ama. La bocciatura arriva dal collegio sindacale della municipalizzata, nella sua relazione, ed è l'ennesimo colpo a un documento che ha avuto vita davvero difficile. Prima il lungo braccio di ferro con il Campidoglio sui 18 milioni di crediti vantati per i servizi cimiteriali - che ha bloccato anche il bilancio consolidato di Roma Capitale poi il via libera dei revisori dei conti, sia pur con alcune annotazioni, infine lo stop (comunque non vincolante) da parte dell'organo interno. Le 71 pagine del documento del collegio sindacale - a firma del presidente Mauro Lonardo e degli altri due componenti Aldo Atanasio e Eleonora Di Giulio puntano il dito sulla «scarsa prudenza» degli amministratori di Ama. I PUNTI In particolare la relazione richiama ai rilievi dei revisori dei conti, soffermandosi sulla voce "crediti verso clienti", che al 31 dicembre 2017 «include crediti netti da tariffa rifiuti per 94 milioni di euro e gli amministratori nella relativa nota evidenziano che tali crediti non sono in linea con quanto previsto nel piano economico finanziario (54 milioni di euro) approvato da Roma Capitale nel 2015». Insomma, secondo il collegio sindacale c'è uno scostamento di 40 milioni che potrebbe mettere a rischio i conti dell'Ama. L'equilibrio finanziario della municipalizzata, inoltre, dipenderebbe «in maniera determinante dall'incasso dei crediti vantati nei confronti di Roma Capitale (642 milioni al 31 dicembre 2017, ancora in corso di riconciliazione con l'azionista di riferimento) e dal suo sostegno finanziario e come tali elementi siano alla base del presupposto della continuità aziendale della società». L'EQUILIBRIO Insomma, secondo la relazione l'azienda che cura la pulizia e la raccolta dei rifiuti nella Capitale non sarebbe in grado di «camminare sulle proprie gambe», ma avrebbe necessariamente bisogno del supporto dell'azionista unico, ossia il Campidoglio. Per quanto riguarda le società collegate ad Ama il collegio rileva la difficoltà della partecipata Roma Multiservizi e l'incertezza della realizzabilità del piano industriale previsto, mentre vengono meno rilevanti commesse. Inoltre la svalutazione dei crediti che la controllata vanta nei confronti di Atac ha prodotto una perdita di 8,3 milioni nel bilancio consolidato di Ama. Il collegio sindacale sottolinea anche «una significativa riduzione degli investimenti in impianti, attrezzature e automezzi, rispetto a quelli previsti dall'ultimo piano industriale»: quest'anno 10,8 milioni, al 30 settembre, «contro gli 88 milioni di euro programmati nel 2018», e 16 milioni di euro nel 2017, contro gli 84 milioni programmati. LA REPLICA Dall'Ama si fa però notare che «il collegio dei revisori aveva, solo pochi mesi fa, approvato il bilancio dell'azienda, che nella sostanza è identico: dunque la bocciatura è quantomeno "singolare"». Inoltre, «la società di revisione Ernst & Young, che è la società di valutazione tecnica, ha promosso i conti dell'azienda sia prima sia dopo l'ultima integrazione da parte del Cda - spiegano dalla municipalizzata Questa è la cosa, per Ama, più importante. Infatti, come previsto dalle norme, il collegio sindacale effettua un controllo sintetico mentre la verifica della rispondenza dei dati contabili spetta all'incaricato della revisione legale». L'Azienda ritiene inoltre «singolare e grave che un documento interno sia di dominio pubblico». © RIPRODUZIONE RISERVATA I punti critici 40 milioni di euro Differenza tra i crediti vantati dall'Ama e quelli riconosciuti dal Campidoglio 88 milioni di euro Gli investimenti in impianti previsti 18,8 milioni di euro La spesa effettiva per gli impianti La cassa Tari, si riducono gli incassi sul recupero degli arretrati L'Ama continua ad avere grosse difficoltà nell'incassare gli arretrati della tariffa rifiuti, allineandosi così all'annoso problema dell'amministrazione capitolina. Il collegio sindacale innanzitutto punta il dito sulla mancata formalizzazione delle procedure amministrativo-contabili per le «azioni di sollecito recupero crediti Tari non domestici». Poi, nella relazione sull'ultimo bilancio della municipalizzata, sottolinea «la drastica riduzione degli incassi dei crediti Tari nel 2018», scesi «a circa 2 milioni di euro (contro gli 8,3 milioni di euro del 2017) al 30 settembre, a fronte di un ammontare di crediti (al netto del fondo svalutazione crediti) di 94 milioni di euro al 31 dicembre 2017». La riduzione degli incassi arretrati, riferendosi a crediti anteriori al 2010, «rappresenta l'indicatore di una significativa perdita di valore dell'attività in questione». Fa. Ro.

Foto: I mezzi della raccolta

I dipendenti Assenze record tra i netturbini «Verifica sugli abusi della 104» All'Ama l'incidenza delle assenze del personale è ancora troppo alta: il 15,5 per cento al 30 settembre 2018. A sostenerlo è il collegio sindacale, nella sua relazione sull'ultimo bilancio: nel documento l'organo raccomanda all'azienda «di provare a identificare soluzioni efficaci per ridurre il fenomeno delle assenze per malattia che continuano a porre la società ai primi posti delle classifiche per tassi di assenteismo, così come di verificare eventuali abusi inerenti la concessione dei permessi di cui alla legge 104». Il collegio sindacale raccomanda anche «di ridurre il frequente ricorso a lavoro straordinario (maggiormente oneroso) così come ad attività di supporto esterne (appalti) anche per lo svolgimento di attività ricorrenti, con inefficienze sia dal punto di vista economico che gestionale, dato l'allungamento dei tempi per effetto di una corretta applicazione della normativa sugli appalti pubblici». Fa. Ro.

Foto: La sede dell'Ama

La logistica Impianti inadeguati rispetto all'immondizia prodotta Nella relazione all'ultimo bilancio dell'Ama, il collegio sindacale rimarca «l'inadeguatezza degli impianti di cui dispone l'azienda rispetto alle quantità prodotte nel ciclo di rifiuti del Comune di Roma sia in termini di pre-trattamento dei rifiuti indifferenziati che di trattamento delle frazioni di rifiuto prodotte a valle del trattamento». Inoltre l'organo sottolinea «la dipendenza da terzi nello smaltimento finale dei rifiuti e nel trattamento delle diverse frazioni di rifiuto, con rischi di gestione del trattamento dei rifiuti nel caso di situazioni di fermo impianti o sospensione del servizio da parte di fornitori terzi». Praticamente quello che è successo nelle ultime settimane, con l'emergenza rifiuti nelle strade seguita all'incendio che ha messo fuori uso l'impianto Tmb di via Salaria, per il quale nella relazione si sottolinea «la necessità di porre in essere azioni di ripristino ambientale». Fa. Ro.

Foto: L'impianto sulla Salaria


Foto: Rifiuti presi con la gru