scarica l'app
MENU
Chiudi
28/08/2020

Nuova scuola media, gara da rifare Il bando bloccato dall’anticorruzione

La Provincia di Lecco - Lorenzo perego

Casatenovo La stazione unica appaltante della Provincia ha revocato la procedura già sospesa Un operatore aveva fatto ricorso per mancanza di documenti. «Continuità didattica garantita»
Tutto da rifare per la nuova scuola media di Casatenovo.

Dovrà essere indetta una nuova gara, perché la Sua della Provincia, la stazione unica appaltante a cui l'amministrazione comunale ha affidato l'incarico di seguire la procedura, l'ha revocata dopo che a giugno era stata sospesa.

Colpa del subappalto

Era stato un operatore interessato a partecipare alla costruzione dell'edificio a manifestare la mancanza di alcuni documenti nel bando di gara e quindi ad aver aperto un precontenzioso all'Anac, l'autorità nazionale anti corruzione. Sosteneva che l'operato dell'amministrazione è affetto da «illegittimità manifesta, carenza di motivazione ed eccesso di potere per disapplicazione del divieto di subappalto nella misura superiore al 30%».

Questioni tecniche per lo più, ma sufficienti ad imporre lo stop alla più importante opera pubblica dell'ultimo decennio a Casatenovo. Vista la normativa complicata e l'appalto molto appetibile, in gare di questo tipo è facile che si verifichino dei ricorsi che allungano i tempi. A questo punto diventa a rischio l'apertura della nuova scuola per l'avvio dell'anno scolastico 2021-2022:

«Non ci contavamo molto in realtà - afferma il vice sindaco Marta Comi, che sta seguendo il progetto - anche perché i tempi erano già stretti.

Ma la continuità didattica non è comunque a rischio, visto che abbiamo continuato ad investire sull'attuale scuola media per mantenerla al passo coi tempi ed adeguata alle esigenze didattiche. Gli investimenti sugli edifici scolastici esistenti non sono mai mancati ed anche quest'anno siamo intervenuti sul plesso di Crotta. Come si sa, la revoca della gara non dipende da noi, comunque ci dispiace».

Tutti questi ricorsi e stop sono dovuti agli enormi interessi economici in gioco ma anche alle norme particolarmente complicate che regolano questo tipo di procedure.

La normativa

È anche per questo che a livello nazionale si è deciso per la sospensione del codice degli appalti per applicare la normativa europea, molto più semplice. Tra le tante pieghe della normativa c'è infatti anche quella che prevede che «Su iniziativa della stazione appaltante o di una o più delle altre parti, l'Anac esprime parere, previo contraddittorio, relativamente a questioni insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara, entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta».

La Sua ha anche stabilito che nel nuovo iter dovrà essere rispettato il limite del 30% per i subappalti delle lavorazioni molto specialistiche, come impianti solari fotovoltaici, impianti elettrici, telefonico, radiotelefonici, e soprattutto le strutture in legno, che nella nuova scuola abbondano per consentire la migliore coibentazioni degli ambienti.