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13/02/2020

Nuova polemica sugli appalti, divide la stretta anti-evasori

La Liberta

Per le associazioni datoriali c'è un «rischio di blocco delle attività per interi settori» ROMA Rinviare, o «sopprimere» la stretta anti-evasione negli appalti prevista dal decreto fiscale, che comporta un «rischio di blocco delle attività per interi settori». L'allarme arriva dalle associazioni datoriali con l'adesionedell'Abi.L'Agenziadelleentrate, in vista della scadenza del 17 febbraio, risponde conunacircolare «incorso difinalizzazione» che fornirà ulteriori chiarimenti e cercherà di «minimizzaregliadempimenti» per le imprese. Ferma restando la necessità di assicurare che la norma «esplichi i propri effetti in termini di prevenzione» degli illeciti. L'appello dellediverseassociazioni datorialisembrascandirele difficoltà del settore imprenditoriale propriomentre nuovi dati arrivano dalla Banca d'Italia sulle difficoltà' del credito: a dicembre i prestiti alle imprese sono scesi dell'1,2% rispetto a novembre. Ora è la norma sugli appalti a preoccupare le diverse confederazioni che scandisce l'ennesima puntata dell'iter tortuoso del provvedimento, inserito nel decreto fiscale come misura anti-evasione. Dopo numerose modifiche in sede di conversione in legge, frale pressionidelleassociazioni datoriali, l'Agenzia delle entrate aveva sbloccato il certificato di regolarità fiscale, una sorta di «Durc fiscale salva appalti» che consente di non applicare la norma per le imprese «verificate», quelle in possesso di determinati requisiti: come l'essere in attività da almeno tre anni ed essere in regola con gli obblighi dichiarativi. Ma la stretta anti-evasori continua a dividere.

Foto: Un cantiere sulla A14