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06/07/2019

Nuova legge appalti Comuni soddisfatti La Cisl attacca

Alto Adige

La normativa. Basta gare fino a 150 mila euro Il sindacato: nessuna tutela dei lavoratori
Appalti pubblici con affidamento diretto fino a 150 mila euro, rispetto all'attuale soglia di 40 mila euro. È questa una delle novità della legge sugli appalti, approvata giovedì dal consiglio provinciale: l'aumento fino a 150 mila euro riguarda gli incarichi nel settore delle costruzioni, previa consultazione di almeno tre società, i servizi e gli acquisti. Reazioni positive e negative. Tutta a favore è la presa di posizione del Consorzio dei Comuni: «Sono state create le condizioni per un migliore e più rapido svolgimento delle procedure di appalto. Nei Comuni un gran numero degli appalti pubblici rientrano nella categoria della soglia fino a 150 mila euro e sono quindi accelerati e semplificati. Un'ulteriore facilitazione burocratica riguarda l'abolizione della verifica e validazione dei progetti al di sotto di 1 milione di euro, come è stato richiesto dal Consiglio dei Comuni. Anche il previsto nuovo intervento dell'Agenzia provinciale dei contratti pubblici per la verifica dei requisiti di partecipazione degli operatori economici relativi alle procedure fino a 150.000 euro alleggerisce il carico di lavoro per i Comuni». Il presidente del Consorzio dei Comuni Andreas Schatzer invita i Comuni «ad applicare rigorosamente le nuove disposiBOLZANO. zioni in materia di semplificazione e riduzione della burocrazia e a non ignorare le possibilità esistenti per il rafforzamento dell'economia provinciale, come il criterio delle brevi distanze». È duro invece il commento della Cisl: «La nuova legge sugli appalti peggiora la tutela della qualità del lavoro. Si è deciso di semplificare le procedure per imprese e professionisti, ma non c'è stato alcun intervento per sostenere chi materialmente esegue i servizi, le forniture e i lavori. Questo nonostante ci siano sempre più casi di vero e proprio sfruttamento che, con la reintroduzione del massimo ribasso nel codice nazionale, rischia concretamente di crescere ulteriormente». I controlli di congruità tra l'importo del contratto e l'effettiva quantità di manodopera utilizzata dall'operatore economico nell'ambito dell'esecuzione dell'appalto erano già nella legge precedente, ricorda la Cisl, ma a distanza di quasi tre anni dalla sua entrata in vigore, non è stata elaborata la linea guida. «Continuando ad ignorare il problema dell'abbassamento delle tutele economiche e normative dei lavoratori», sostiene il sindacato, «Non si farà altro che legittimare lo sfruttamento da parte di operatori economici senza scrupoli. Viene abrogato anche il versamento delle garanzie che oggi sono previste nei lavori a tutela degli enti previdenziali e la cassa edile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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