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12/05/2020

Notifiche: ammesso l’errore scusabile per chi ha utilizzato un altro indirizzo Pec

Guida al Diritto

IL TESTO DELLA SENTENZA
Consiglio di Stato - Sezione VI Sentenza 23-29 aprile 2020 n. 2754 Presidente De Felice; Relatore Orsini; Cooperativa Operatori Socio Sanitari S.O.S. - Società Cooperativa Sociale contro Azienda Servizi Sociali di Bolzano (Assb) LA MASSIMA Procedimento amministrativo - Ricorso - Notifica - Indirizzo Pec - Elenco Ini-Pec - Non da ReGIndE - Nullità - Concessione di un termine per la rinnovazione della notificazione - Necessità - Sussiste. In caso di notifica all'indirizzo Ini-Pec in luogo di quella alla Pec dell'elenco ReGIndE-Ministero della Giustizia, a fronte delle oscillazioni giurisprudenziali, e degli elementi della fattispecie di gara (in Fatto e diritto 1. Con la sentenza in epigrafe, il Tribunale regionale di giustizia amministrativa - Sezione autonoma di Bolzano dichiarava inammissibile il ricorso sui seguenti rilievi: - il ricorso introduttivo del giudizio di primo grado era stato notificato alla stazione appaltante ASSB, non costituita in giudizio, esclusivamente all'indirizzo PEC tratto dall'elenco INI-PEC (assb@legalmail.it), anziché all'indirizzo inserito nell'elenco formato dal Ministero della giustizia REginDE (assbavvocatura-bsbanwaltschaft@pec.it); - secondo il prevalente orientamento giurisprudenziale amministrativo e la giurisprudenza della Corte di cassazione, ai fini della validità della notifica per via telematica di un atto processuale ad una pubblica amministrazione nel processo amministrativo, deve utilizzarsi in via esclusiva, a pena di inammissibilità, l'indirizzo PEC inserito nell'elenco tenuto dal Ministero della giustizia, di cui all'art. 16, comma 12, d.-l. n. 179/2012; - pertanto, « la notifica di cui trattasi deve essere ritenuta nulla ai sensi dell'art. 141 cod. proc. civ. che impone di effettuare le notifiche all'indirizzo del destinatario (ora, per interpretazione evolutiva, indirizzo telematico) » e, «[p] osto che l'ASSB - Azienda Servizi Sociali di Bolzano non si è costituita in giudizio, non è nemmeno possibile sanare la rilevata nullità ai sensi dell'art. 156, cui il primo indirizzo era stato utilizzato dalla stessa stazione appaltante), in mancanza della costituzione in giudizio dell'amministrazione resistente, alla parte ricorrente avrebbe dovuto essere assegnato un termine per la rinnovazione della notificazione del ricorso introduttivo ai sensi dell'articolo 44, comma 4, del Cpa, attesa la non univoca imputabilità della nullità della notificazione a una condotta negligente della stessa ricorrente. comma 3, c.p.c. » (v. così, testualmente, l'impugnata sentenza). 2. Avverso tale sentenza interponeva appello l'originaria ricorrente, deducendo l'erronea declaratoria della nullità della notificazione del ricorso introduttivo di primo grado e la conseguente erroneità della pronuncia di inammissibilità, sotto vari profili, nonché, in subordine, l'erronea mancata rimessione in termini per errore scusabile. L'appellante chiedeva pertanto la riforma dell'impugnata sentenza, previa sospensione della sua provvisoria esecutorietà. 3. Si costituivano in giudizio, con atti separati, sia l'ASSB sia la società controinteressata. 4. Nell'udienza del 23 aprile 2020, tenuta con le modalità di cui all'articolo 84, comma 5 del decreto legge n. 18 del 2020 (attraverso videoconferenza con l'utilizzo del programma "Microsoft tems" come previsto dalla circolare 13 marzo 2020, n. 6305 del Segretario Generale della Giustizia Amministrativa), la causa è stata trattenuta in decisione. 5. L'appello è fondato, ai sensi e nei limiti di cui appresso. 5.1. In linea di fatto, deve ritenersi incontestato, rispettivamente documentalmente comprovato, che: - la stazione appaltante, Azienda Servizi Sociali di Bolzano - un ente pubblico non economico istituito in forza dell'art. 12- bis l. prov. 30 aprile 1991, n. 13 ( Riordino dei servizi sociali in Provincia di Bolzano ), che, quale ente strumentale del Comune di Bolzano, gestisce la pressoché totalità dei servizi socioassistenziali della città -, sin dal 2018 è censita con l'indirizzo (assbavvocatura-bsbanwaltschaft@pec.it) nel Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE), gestito dal Ministero della giustizia e contenente i dati identificativi e l'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dei soggetti abilitati esterni, ai sensi dell'art. 16, comma 12, d.-l. n. 179/2012 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221/2012 (che testualmente recita: « 12. Al fine di favorire le comunicazioni e notificazioni per via telematica alle pubbliche amministrazioni, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, comunicano al Ministero della giustizia, con le regole tecniche adottate ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24, entro il 30 novembre 2014 l'indirizzo di posta elettronica certificata conforme a quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e successive modificazioni, a cui ricevere le comunicazioni e notificazioni. L'elenco formato dal Ministero della giustizia è consultabile esclusivamente dagli uffici giudiziari, dagli uffici notificazioni, esecuzioni e protesti, e dagli avvocati. »); - il ricorso introduttivo di primo grado è stato notificato alla Azienda Servizi Sociali esclusivamente all'indirizzo PEC tratto dall'elenco INI-PEC (assb@legalmail.it), e non già presso l'indirizzo tratto dal ReGIndE; - l'ente resistente non si è costituito in giudizio in primo grado. 5.2. In linea di diritto, si osserva che deve bensì ritenersi corretta la ricostruzione della disciplina della notificazione via PEC degli atti processuali alle pubbliche amministrazioni, quale contenuta nell'impugnata sentenza, sia pure con i distinguo che saranno successivamente esposti in ordine ad ambiguità normative nonché al comportamento in concreto della amministrazione appaltante, con conseguente finale infondatezza dei correlativi profili di censura, ma che merita accoglimento quantomeno la censura subordinata dell'erroneo mancato riconoscimento di un'ipotesi di errore scusabile. 5.2.1. Alla luce di una lettura sistemica delle disposizioni normative, di fonte primaria e secondaria, che disciplinano le notifiche a mezzo PEC in ambito PAT, si rileva che: - la PEC da utilizzare per la rituale notificazione del ricorso alle pubbliche amministrazioni è quella tratta dall'elenco tenuto dal Ministero della giustizia, di cui all'art. 16, comma 12, d.-l. n. 179/2012 convertito, dalla legge n. 221/2012 (in tal senso, Consiglio di Stato, sezione III, 22/10/2019, n.7170, secondo cui per le notifiche alla P.A. occorre utilizzare gli indirizzi PEC dell'elenco del Ministero della Giustizia, escludendo ogni forma di equipollenza); - in particolare, l'art. 14, comma 2, d.P.C.M. 16 febbraio 2016, n. 40 ( Regolamento recante le regole tecnicooperative per l'attuazione del PAT ), prevede che le notificazioni alle pubbliche amministrazioni non costituite in giudizio siano eseguite agli indirizzi PEC di cui al citato art. 16, comma 12, d.-l. n. 179/2012 (fermo quanto previsto dal r.d. n. 1611/1933 sulla rappresentanza e difesa in giudizio dello Stato, che qui tuttavia non viene in rilievo); - ai sensi del citato art. 16, comma 12, d.-l. n. 179/2012, le pubbliche amministrazioni hanno l'onere di comunicare al Ministero della giustizia l'indirizzo PEC valido ai fini della notificazione telematica nei loro confronti, da inserire nell'elenco ReGIndE; - l'art. 16- ter d.-l- n. 179/2012 e ss.mm.ii.,applicabile anche alla giustizia amministrativa per il comma 1-bis, nell'indicare i pubblici elenchi di indirizzi PEC utilizzabili per comunicazioni e notificazioni, tramite più rinvii ad altre disposizioni di legge, sembrerebbe non menzionare più, dopo le novelle del 2014 e del 2017, in modo chiaro i registri INI ed IPA di cui all'art. 16, comma 8, d.-l. n. 185/2008 tra i pubblici elenchi, dai quali estrarre gli indirizzi PEC ai fini della notificazione degli atti giudiziari, che invece era richiamato nella versione originaria della normagara era indicato l'indirizzo INI-PEC assb@legalmail.it (ponendosi quindi la ulteriore problematica, tipica delle gare, di un possibile affidamento circa l'indirizzo indicato), ii) tale indirizzo era stato utilizzato dall'ASSB anche per la richiesta di giustificazioni dell'anomalia ed era indicato in calce a tutte le comunicazioni, iii) né nel provvedimento di esclusione n. 321 del 20 agosto 2019 né in quello di aggiudicazione n. 331 del 28 agosto 2019 risulta specificato l'indirizzo PEC per la notificazione dell'eventuale ricorso giurisdizionale, nel contesto dell'avvertimento ex art. 3, comma 4, l. n. 241/1990 in calce a detti atti di gara, impugnati in primo grado. In ogni caso, rispetto alle due tesi- della validità anche ad altra PEC o della necessità soltanto alla PEC nell'elenco su indicato (ReGIndE-Ministero della Giustizia) però nel contesto su descritto - quel che è certo, è che non può essere oltre modo pregiudicata, nella fattispecie concreta, la posizione della ricorrente che ha effettuato la notifica all'indirizzo PEC dell'altro elenco. Ne consegue che, in presenza del complesso degli elementi sopra considerati e in mancanza della costituzione in giudizio dell'amministrazione resistente, alla parte ricorrente avrebbe dovuto essere assegnato termine per la rinnovazione della notificazione del ricorso introduttivo ai sensi dell'art. 44, comma 4, cod. proc. amm., attesa la non univoca imputabilità della nullità della notificazione ad una condotta negligente della stessa ricorrente (v. in tal senso, in fattispecie analoga, Cons. Stato, Sez. III, 22 ottobre 2019, n. 7170 e Sez. VI, 20 febbraio 202, n. 2256). 5.3. Per le considerazioni svolte, in accoglimento dell'appello, s'impone l'annullamento dell'impugnata sentenza con rimessione della causa al primo giudice ai sensi dell'art. 105, comma 1, cod. proc. amm., versandosi in fattispecie di mancata rituale instaurazione del contraddittorio nel giudizio di primo grado nei confronti dell'ASSB, ivi non costituita a cagione della nullità della notificazione del ricorso introduttivo. 6. In ragione dell'accoglimento della richiesta subordinata, si ravvisano i presupposti per dichiarare le spese del doppio grado di giudizio interamente compensate tra tutte le parti. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sull'appello come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi di cui in motivazione e, per l'effetto, annulla l'impugnata sentenza con rinvio al primo giudice ai sensi dell'art. 105, comma 1, cod. proc. amm.; dichiara le spese del doppio grado di giudizio interamente compensate tra tutte le parti. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.