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19/06/2020

Not stoppato, Rossi deluso: «Siamo il Paese dei ricorsi»

Il Trentino

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La storia infinita del nuovo ospedale trentino. L'ex governatore sconsolato per l'ennesimo intoppo: il primo bando è del 2011. Zeni (Pd): «La struttura diventa ogni giorno più necessaria»
• Il Trentino attende da anni un ospedale che prenda posto del vecchio Santa Chiara ma il progetto del Not (qui un rendering) resta ancora impantanato L'ex governatore Ugo Rossi la vicenda del Not, impantanato in mille ricorsi, l'ha vissuta in prima persona. E comprensibilmente non avrebbe gran voglia di commentare l'ennesimo stop ad un ospedale di cui il primo bando per la costruzione risale all'ormai lontano 2011. Poi, tirato per la giacca, osserva: «É sempre difficile governare, il nostro è il Paese dei ricorsi». Solo ieri avevano dato notizia di come il Tar abbia bocciato l'assegnazione (decisa nel dicembre 2019) alla Guerrato spa di Rovigo del maxiappalto con la formula del project financing che vale, nell'arco di 30 anni, 1,47 miliardi di euro. La sentenza del Tar ha accolto le argomentazioni dell'unica concorrente rimasta in lizza, la Pizzarotti spa di Parma che guida la cordata composta anche dalla trentina Cristoforetti energia. Ora si rischia un nuovo lungo stop nell'iter dell'opera. Nella scorsa legislatura il consigliere del Pd Luca Zeni aveva addosso i panni dell'assessore alla salute: «Personalmente ritengo che la decisione del 2017/2018 del consiglio di Stato di ritenere illegittima la revoca della gara in project financing, sia stata giuridicamente discutibile e particolarmente penalizzante, visto il tempo trascorso. L'iter giudiziario rende il percorso per la provincia il percorso piuttosto obbligato. Questo provvedimento è un ulteriore rallentamento verso la realizzazione di una struttura ogni giorno più necessaria» spiega l'esponente dei Dem. Alla base del ricorso c'era soprattutto la solidità delle garanzie finanziarie fornite dalla Guerrato a copertura dell'importante impegno finanziario. La Guerrato, infatti, aveva presentato garanzie finanziarie prestate da un fondo maltese, Auriga Asset Management, cioè una società di gestione del risparmio e non un istituto bancario. Secondo il ricorso della Pizzarotti si trattava di garanzie insufficienti soprattutto tenendo conto che nel recente passato il gruppo di Rovigo era andato incontro a pesanti traversie economiche, tanto che nel 2018 era entrato in amministrazione controllata. La Pizzarotti aveva chiesto l'annullamento del provvedimento con il quale la Provincia aveva scelto la Guerrato come promotore dell'opera e di essere nominata al suo posto. La sentenza del Tar si limita ad annullare la nomina della Guerrato come promotore. Nelle motivazioni, però, i giudici osservano che la mancanza di garanzie finanziarie credibili comportano l'esclusione dalla gara. Quindi la Pizzarotti resterebbe l'unico concorrente in gara, con la conseguenza che l'appalto le dovrebbe essere assegnato. Naturalmente, prima, ci sarà lo scontato ricorso al Consiglio di Stato da parte della Guerrato. Così i tempi per la realizzazione del Not rischiano di allungarsi all'infinito. L'appalto era stato vinto dalla Impregilo, ma poi il Tar aveva bocciato l'assegnazione perché aveva rilevato la nomina errata di Livia Ferrario e Luciano Flor (che avevano partecipato già ai lavori preparatori dell'appalto) nella commissione aggiudicatrice e poi il Consiglio di Stato aveva bocciato tutta la procedura di gara.

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miliardi di euro

CIFRE E DATI • è la cifra del maxi appalto da spalmare nell'arco di 30 anni: ma ora è di nuovo tutto fermo