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25/05/2021

«Not, cantiere al via in primavera 2022»

Corriere del Trentino

La Provincia guarda al futuro dopo l'ultima pronuncia del Tar. L'unica incognita: un nuovo ricorso di Pizzarotti
L'ultimo ostacolo giudiziario sembra ormai superato, ieri il Tar di Trento ha dichiarato improcedibili «per sopravvenuta carenza di interesse» i ricorsi della Guerrato spa e quello incidentale della Rti Pizzarotti contro la determinazione dirigenziale del 20 novembre 2020 con la quale la Provincia aveva affidato in via provvisoria l'appalto alla Pizzarotti. Il motivo è semplice: la sentenza del Consiglio di Stato, che ha assegnato la vittoria dell'appalto del Nuovo ospedale di Trento alla Guerrato, difesa da Dario Capotorto di Ltp con Luisa Torchia, ha di fatto azzerato l'altro ricorso che era pendente davanti ai giudici amministrativi trentini. La stessa Guerrato ha rinunciato al ricorso ed è venuto meno, come osservano gli avvocati della Provincia che hanno eccepito l'improcedibilità del ricorso incidentale, anche quello di Pizzarotti. Dal punto di vista giuridico, quindi, dopo ben dieci anni di battaglie legali, la strada per la realizzazione del Not è ormai piana, ma «tecnicamente - osserva il dirigente generale della Provincia, Paolo Nicoletti - la Pizzarotti potrebbe presentare un altro ricorso». Un'incognita che pesa, visto che la Rti di Parma, non più tardi di metà aprile, dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, aveva detto che stava valutando nuove impugnative. Ma la Provincia guarda avanti e pensa ai prossimi passi da fare. «Stiamo aspettando la comunicazione degli esiti della sentenza del Consiglio di Stato - spiega ancora Nicoletti - e poi assegneremo l'appalto. Per avere il progetto esecutivo ci vorranno circa nove mesi di tempo poi si partirà. Credo che nella primavera del 2022 si potrà apprestare il cantiere», continua il dirigente generale. Insomma se non ci saranno altri ricorsi il Nuovo ospedale di Trento, che sorgerà in via al Desert, vedrà finalmente la luce. La storia del Not è infatti lunga e costellata di ricorsi su ricorsi. Il primo bando era del 2011, ma sia Tar che Consiglio di Stato avevano bocciato la proposta nel 2014. Nuova gara, nuovi ricorsi: le due società che avevano partecipato, la Pizzarotti di Parma in cordata con la trentina Cristoforetti Servizi energia e la Guerrato di Rovigo nel 2019, si sono scontrate a più riprese in tribunale. L'azienda veneta aveva vinto la gara da 1,6 miliardi, forte di una proposta di esecuzione dei lavori in 812 giorni e di un canone per gestire i servizi ogni anno di 35,8 milioni. A quel punto Pizzarotti era ricorsa al Tar che le aveva dato ragione, sostenendo che il lavoro della Commissione tecnica provinciale fosse stato carente. Nel mirino della ditta di Parma e dei giudici amministrativi era finito il Piano economico finanziario fornito dalla Guerrato, che si sarebbe riferito a finanziamenti bancari mentre la manifestazione di preliminare interesse sarebbe stata con questo in contraddizione perché proveniente da una finanziaria, la Sgr Auriga. Il Tar aveva quindi suggerito alla Provincia «una rivalutazione delle offerta economica» della Guerrato. Rivalutazione che ha portato la commissione a confermare la nomina della ditta di Rovigo. La Pizzarotti è ricorsa al Tar e i giudici le hanno dato ragione: a questo punto la Provincia ha affidato provvisoriamente l'appalto a Pizzarotti, ma Guerrato non si è arresa ricorrendo in Consiglio di Stato e chiedendo l'annullamento della sentenza dei giudici di primo grado. A fine marzo i giudici romani hanno le restituisce la titolarità dell'appalto a Guerrato. Dafne Roat © RIPRODUZIONE RISERVATA

La vicenda

● La prima gara del Not risale al 2011, sono trascorsi dieci anni tra ricorsi e vertenze giudiziarie. ● Ad aprile il Consiglio di Stato ha restituito il costoso appalto alla Guerrato spa di Rovigo

Foto: Via al Desert La spianata dove sorgerà il Nuovo ospedale di Trento