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07/04/2021

«Non sia un bando di gara a decidere per i diritti di pesca sul lago d’Endine»

Eco di Bergamo

Presa dai Comuni rivieraschi a inizio anno, la scelta sulla futura gestione della pesca nel lago d'Endine non era stata accolta con favore dalla gran parte delle sigle di pescatori. Tranne la Fipsas, che si era espressa in senso positivo all'affidamento delle acque tramite un bando pubblico, le altre associazioni avevano invitato già lo scorso febbraio i municipi a ritornare sui propri passi. Sempre su questa posizione, Carp fishing Italia (Cfi), ha mandato ai sindaci di Monasterolo, Ranzanico, Spinone ed Endine una lettera per ribadire il proprio punto di vista. «Continuiamo a pensare che la soluzione di un bando di gara non sia la migliore - spiega il vicepresidente di Cfi, Matteo Cortelazzi -. Da parte nostra avevamo avanzato la proposta di creare un'Ats, associazione temporanea di scopo condivisa tra associazioni e Comuni. La rinnoviamo. Riteniamo la realizzazione di una Ats di questo tipo la soluzione più consona per trovare unità d'intenti e valorizzare questo meraviglioso lago di Endine, che frequentiamo da tempo: da oltre due decenni Cfi organizza qui manifestazioni benefiche come la Maratona di Endine e il Meeting Cavallina, grazie alle quali sono stati donati decine di migliaia di euro. La nostra associazione, con altre, si mette fin da subito a disposizione per programmare ulteriori incontri, così da poter presentare e considerare insieme ulteriori proposte, progetti e accordi». Agli uffici del Comune capofila, Endine, la lettera di Cfi è arrivata e l'amministrazione sta preparando una risposta formale. «La invieremo a breve - commenta il sindaco Marco Zoppetti -. Detto questo, confermo che l'intenzione dei Comuni è quella di andare avanti come stabilito in precedenza. La scelta del bando è stata presa dopo aver ascoltato i pescatori. Rimaniamo convinti che si tratti della scelta più giusta, imparziale ed efficace per affidare la gestione dei diritti di pesca sul nostro lago».D. F.