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27/10/2020

«Non si può pensare solo alla cassa integrazione»

Corriere Fiorentino

MASSIMO BRACCINI, SEGRETARIO FIOM
La Toscana è in declino industriale e sociale, la rotta si inverte solo lavorando tutti: serve una riduzione generalizzata dell'orario di lavoro
Prendere atto del declino industriale e disegnare subito un nuovo modello, partendo da una generalizzata riduzione degli orari di lavoro. Massimo Braccini, segretario regionale della Fiom Cgil non ha dubbi sulle priorità per la nuova giunta toscana. «Va prefigurato adesso il modello sociale ed economico post-Covid perché questa pandemia cambierà irreversibilmente il modo di produrre e di lavorare. Cosa facciamo con i grandi sistemi industriali in crisi perché non ricevono i pezzi che fanno produrre all'estero? La Toscana è in declino industriale e sociale: la rotta si inverte solo con il lavoro». Nel suo programma Giani scrive di voler rilanciare il Patto per il lavoro siglato a luglio, includendo anche il tema degli ammortizzatori sociali: è un fatto positivo? «Gli ammortizzatori sociali sono un pezzo importante del ragionamento, ma lì serve una riforma nazionale. Si va verso lo sblocco dei licenziamenti e lo scenario sarà drammatico perché la perdita del lavoro interesserà migliaia e migliaia di persone. Non si può pensare solo agli ammortizzatori sociali: bisogna investire per far continuare a lavorare le persone, non per sostenerle quando sono già disoccupate» . In che modo? «Lavorare meno e lavorare tutti, ma in una condizione nuova: questo è il vero investimento da fare adesso per una regione che voglia dirsi solidale, operare subito una riduzione generalizzata dell'orario di lavoro. Sono processi epocali e non abbiamo mai avuto così poco tempo. Poi vanno eliminate alcune modalità di sfruttamento, inaccettabili per una regione come la Toscana». Quali? «Il primo esempio è la nautica, dove si lavora solo col sistema degli appalti per produrre il 25% del super lusso mondiale: c'è uno sfruttamento ottocentesco e la Regione può agire perché queste aziende sono su aree demaniali date in concessione. Si cominci a dare le concessioni solo a chi rispetta i diritti dei lavoratori». S.O. © RIPRODUZIONE RISERVATA