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29/07/2021

Non raccoglievano i rifiuti dei negozi tre indagati per truffa

La Repubblica - Andrea Ossino

L'inchiesta
Misure interdittive per due funzionari della Multiservizi che truffavano Ama con la complicità di un dirigente
La spazzatura degli esercizi commerciali non è stata raccolta, ma i soldi versati all'azienda che avrebbe dovuto occuparsi dei rifiuti delle utenze non domestiche in alcuni municipi della Capitale sono stati intascati. Per questo adesso la procura di Roma ha chiesto e ottenuto tre misure interdittive nei confronti di altrettanti indagati. Si tratta di due funzionari (una si è dimessa, l'altro è stato sospeso) della Multiservizi Spa , la ditta capogruppo del Raggruppamento Temporaneo di Imprese che si è aggiudicata l'appalto per la raccolta dei rifiuti negli esercizi commerciali. Ai due è stata vietata la possibilità di contattare con la pubblica amministrazione per i prossimi sei mesi. Nell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Rosalia Affinito compare anche il nome di un dirigente dell'Ama, l'azienda municipalizzata che ha indetto il bando vinto e disatteso dalla Multiservizi. Si tratta del responsabile del procedimento della gara d'appalto: per i prossimi tre mesi non potrà lavorare per la società che per conto di Roma Capitale si occupa della raccolta, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti di Roma. I tre sono accusati, a seconda delle posizioni, di frode e inadempimento nelle pubbliche forniture.
L'indagine condotta dai carabinieri della polizia giudiziaria di piazzale Clodio è ancora in corso, ma che qualcosa non abbia funzionato nel sistema di raccolta dei rifiuti è evidente. Dopo le diverse inchieste sulle discariche e sullo smaltimento della spazzatura, adesso la procura ha acceso i riflettori anche sulla raccolta dei rifiuti che dovevano essere prelevati dalle utenze non domestiche. La vicenda è nata dopo le segnalazioni di alcuni commercianti stremati dalla situazione che hanno dato il via ad alcune inchieste giornalistiche. Pagavano le tasse sui rifiuti ma in cambio avevano un servizio carente. La Multiservizi, che in forza del bando vinto avrebbe dovuto raccogliere i rifiuti prodotti dagli esercizi commerciali, avrebbe svolto solo in parte il proprio lavoro. La raccolta infatti sarebbe avvenuta spesso di notte, rendendo impossibile dunque il servizio. Tuttavia i dipendenti della multiservizi avrebbero ugualmente certificato l'avvenuta raccolta. «Non avviene, perché - aveva detto un dipendente onesto a "Le Iene" - ci fermiamo col camioncino, beggiamo col palmarino un codice a barre che sta all'esterno dell'utenza come se avessimo raccolto la spazzatura, ma l'utenza è chiusa fisicamente quindi non raccogliamo nulla». Dai registri risulta che gli operatori hanno raccolto la spazzatura. Ma, secondo le indagini, sarebbe impossibile che in orari notturni i rifiuti siano stati prelevati. «Questa è una truffa», ha detto un operatore alla trasmissione Mediaset. Il risultato è evidente: la Multiservizi avrebbe incassato denaro, ma non avrebbe espletato correttamente il servizio che si è aggiudicata tramite un bando pubblico. E le responsabilità, sospetta la procura, sono da attribuirsi anche a un dirigente dell'Ama.

Foto: jCrisi continua Ancora problemi nella raccolta della spazzatura per le strade di Roma