scarica l'app
MENU
Chiudi
28/01/2020

«Non possiamo accettare questo epilogo»

La Provincia di Lecco - patrizia zucchi

Malgrate Ieri al cantiere attrezzato per tagliare i 12 pini si sono presentati i giovani di "Fridays for Future" «Azione intrapresa senza il supporto di esperti mentre era in corso una petizione che ha sfiorato 1.500 firme»
Ieri, contro il taglio degli alberi di via Italia, sono scesi in campo anche i giovani: i "Fridays for Future Lecco" hanno manifestato davanti al cantiere del sesto lotto del nuovo lungolago, la cui esecuzione ha comportato lunedì scorso il sacrificio di dodici pini.

Il flashmob ha avuto luogo attorno alle 14; poi, la rappresentanza si è spostata davanti al municipio.

I cartelli

Numerosi, i cartelli con frasi significative, anche piuttosto forti, esposti dai ragazzi sul luogo dove gli alberi svettavano da mezzo secolo e poi esibiti anche davanti a Palazzo Agudio.

A coordinare l'evento è stato Ivan Perri; sotto accusa, «anzitutto l'assenza di democrazia, oltre al fatto in sé, di sacrificare gli alberi»: questa è stata la posizione espressa dai giovani aderenti al movimento internazionale, composto da alunni e studenti che rivendicano azioni per prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico; com'è risaputo, l'organizzazione prende le mosse dalla svedese Greta Thunberg.

Coerenti con il messaggio, i "Fridays for Future Lecco" hanno ribadito ieri che «gli alberi si aumentano, non si sostituiscono»: invece, sul lungolago di Malgrate, il progetto del Comune è di rimpiazzare con una dozzina di platani i predecessori, ritenuti dal Comune «pericolosi» sia per l'instabilità delle radici superficiali, sia perché - proprio affiorando - queste ultime avrebbero messo a rischio i pedoni e l'arredo urbano.

«L'agronomo Giorgio Buizza - ha ricordato Ivan Perri - ha assicurato che le cose non stavano così e che la soluzione tecnica c'era; a mia volta, studiando Scienze agrarie all'università, mi ritengo molto sensibile alla tematica. Non possiamo accettare supinamente l'epilogo, cioè un'azione intrapresa senza il supporto di esperti, dall'amministrazione comunale proprio mentre era in corso una petizione che ha sfiorato, tra online e carta, le 1.500 firme: dunque, il Comune si è sottratto al confronto, senza aprire spiragli neanche alla comunicazione rivolta verso la cittadinanza: noi, per esempio, abbiamo saputo dell'imminente taglio dei pini solo il 10 gennaio scorso».

Un progetto del 2015

In realtà, la volontà era nota - e più volte riferita dalla stampa - sin da marzo 2018, quando fu pubblicato dal Comune il bando per richiedere ai professionisti la «manifestazione di interesse all'affidamento dell'incarico per produrre il progetto definitivo ed esecutivo del sesto lotto».

Il sindaco, Flavio Polano, annunciò allora: «Abbiamo evidenziato la necessità di rimuovere i pini, che sono fuori contesto e, con le fragili radici, possono inoltre costituire un problema di incolumità pubblica».

Il concetto, da lì in avanti, fu ribadito sempre e incluso, infatti, nella progettazione, affidata alla società "Protec Sas" di Grassobbio, subentrata, secondo le norme sugli appalti, ai progettisti che avevano disegnato i tratti già riqualificati in precedenza.

Infatti, il lungolago di Malgrate è in rifacimento dal 2009, con fondi dell'Unione europea e dell'Autorità di bacino, ed è stato al centro di un concorso di idee, bandito nel 2005.