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27/05/2020

«Non ho chiesto sceriffi: i volontari servono per aprire parchi e mercati»

Il Mattino

Marco Esposito
Chi evoca gli sceriffi, chi le milizie, chi i pasdaran, chi ha riferimenti più colti e cita Orwell. Sindaco Decaro, dire che la vostra proposta degli «assistenti civici» ha provocato un vespaio è poco.
«Eh, sto vedendo!», risponde Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci, mentre partecipa alle votazioni online al Consiglio comunale della città pugliese.
Proposta ritirata, quindi?
«Ma ritirare cosa? Secondo voi io sono così pazzo da mandare un signore che indossa una pettorina a girare con il metro in mano per sciogliere gli assembramenti? Qui si è creato un cortocircuito mediatico e adesso si sta scatenando un teatrino politico. La politica faccia le polemiche, noi sindaci però dobbiamo risolvere i problemi delle persone».
Provi a far chiarezza, allora.
«Nelle città abbiamo bisogno dei volontari per due scopi. Il primo è aiutare le famiglie fragili portando per esempio il kit con i prodotti alimentari a casa, oppure le medicine agli anziani che vivono soli. Il secondo scopo è consentirci di aprire i parchi e i mercati cittadini contando le persone che entrano e escono in modo da rispettare il contingentamento».
E i controlli della movida?
«Mica li fai con i volontari. Quelli toccano alle forze dell'ordine. Il punto è che il ministro Francesco Boccia ha lanciato il bando sui 60mila volontari nei giorni in cui si parlava della movida e qualcuno ha fatto due più due, sommando però cose che non hanno relazione tra loro».
Scusi ma o ai parchi o in piazza, sempre controlli sono.
«Anche lei fa cade in errore. Il Dpcm dice che bisogna contingentare gli ingressi nei parchi e nei mercati. Vuol dire che devo contare quante persone entrano e quante ne escono. Quello che accade all'ingresso dei supermercati lo devo fare io Comune nelle aree mercatali su suolo pubblico, dopo averle recintate. Solo che scrivere una riga nel Dpcm è facile, poi nelle città ci sono parchi che restano chiusi, mercati rionali da riaprire, cimiteri da controllare. Roma ha 550 parchi da gestire. Come si fa? È un problema di tutti: Milano, Torino, Napoli, la mia Bari. Come sindaci abbiamo chiesto un aiuto, un servizio di volontari, se non piace assistenti civici chiamateli come volete. A loro devo dare una app contapersone che permette di regolare gli ingressi. Il governo era d'accordo. La Conferenza delle Regioni ha detto di sì. Si è pensato a un bando nazionale della Protezione civile sul modello dei medici».
Lì ci si rivolgeva a specifiche professionalità. Questa sembra una formula per dare un'attività a chi prende sussidi, a chi riceve il reddito di cittadinanza.
«Perché vederla in negativo? Il bando per quel che ne so, perché la versione finale non l'ho vista, è aperto a chiunque non abbia un'attività lavorativa. Cerchiamo persone pronte a impegnarsi per gli altri, volontari appunto, senza alcuna retribuzione ma solo con la copertura assicurativa che peraltro non sarebbe stata a carico dei Comuni. A Bari nei giorni più duri della pandemia avevo una squadra di 700 volontari, persone bellissime. Ma dal 4 maggio sono riprese molte attività e tanti sono tornati al lavoro oppure non hanno più lo stesso tempo di prima. Ora ne ho un centinaio. Ecco perché c'è bisogno di invitare le persone a farsi avanti per dare una mano. Ma non per andare a fare ronde, restiamo seri».
In questi giorni come si è organizzato a Bari di fronte al venir meno dei volontari?
«Ho fatto ricorso alla nostra società multiservizi. Ma è una soluzione tampone: non è che posso spostare le persone che devono curare il verde e la manutenzione urbana a contare chi entra e chi esce da un'area mercatale».
Se l'operazione «assistenti civici» dovesse naufragare, come vi organizzerete, con bandi locali?
«Il bando nazionale serviva a stimolare: invitare a entrare nella Protezione civile nazionale poteva dare attenzione mediatica».
Ce ne è stata anche troppa, però.
«Questa è disattenzione mediatica. Tutto viene travolto dall'ideologia. Ma a noi sindaci interessa la verità. Ci serve una mano a gestire le città in questi tempi particolari, in cui è necessario organizzare attività che prima non esistevano. La folla in un mercatino un tempo era la regola, adesso è un problema. E però, lo ripeto, i volontari che cerchiamo devono soltanto aiutare le famiglie fragili e controllare ingressi e uscite nei mercati e nei parchi. Sono settimane che siamo in difficoltà nell'applicare questi Dpcm. Nessuno di noi ha mai pensato alla movida, che è tema esploso lo scorso weekend».
Se il bando per i 60mila volontari salta, che farete?
«Proveremo a fare accordi locali. E se i volontari mancheranno vuol dire che i controlli nei parchi e nei mercati saranno saltuari. Questo è un paese folle. Ci accontentiamo della forma? Allora il governo approva il Dpcm e io mi limito a mettere un cartello che informi i cittadini delle regole da seguire. Scrivono loro e scrivo io. Se invece pensiamo che sia utile alla salute pubblica regolare davvero, e non sulla carta, gli ingressi nei parchi e nei mercati, allora dobbiamo immaginare il contributo dei volontari della Protezione civile. Tocca al governo decidere come. Francamente noi sindaci siamo stanchi di ritrovarci con il cerino in mano».
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