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16/04/2021

Non fa ridere

Il Foglio - ( gdr )

Roma Capoccia A CURA DI SALVATORE MERLO
Convegno con Raggi. Titolo eloquente: " La corruzione dall ' antica Roma a oggi "
Certo c ' era la corruzione della (non più) Mafia Capitale, ma perché dimenticare, secoli prima, le vicende di Gaio Licino Verre, propretore della provincia di Sicilia finito a processo per concussione e accusato da un pm d ' eccezione, Marco Tullio Cicerone? Il titolo eloquente dell ' incontro è " La corruzione dall ' Antica Roma a oggi " , quasi lo stesso del libro scritto dalla delegata alle periferie del Campidoglio Federica Angeli. Virginia Raggi, invitata dal consiglio dell ' Ordine de gli avvocati di Roma, non poteva mancare una così ghiotta occasione. Il tema per la sindaca è cruciale. D ' altronde sulla corruzione - divenu ta in comune Mafia Capitale - ha co struito una vincente campagna elettorale e adesso, per la sua ricandidatura, conta di farsi appoggiare anche da una lista civica antimafia che sia però un po ' anche anticorruzione. Le due cose spesso si confondono. Nell ' immaginario della Raggi quasi coincidono. E così parlando ieri all ' ordine degli avvocati intignava: " Non voglio entrare nelle vicende processuali meglio note come ' Mafia Capitale ' , nessuno si offenda ma così sono state definite " . Affermazione almeno bislacca vista la sentenza della Cassazione che ha definitivamente sancito il carattere sì corruttivo, ma non mafioso del sistema messo in piedi da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. Comunque per l ' evento la sindaca si è ben preparata. Da avvocata, in queste occasioni, non vuol mai sfigurare con i colleghi. Sciorina i problemi, ricorda le vergogne del " Mondo di mezzo " e quanto la corruzione sia brutta, bruttissima (quale persona onesta e di buon senso potrebbe dire il contrario?). Solo che alla fine, quando c ' è da tirare le fila, anche lei ammette e rivela di essere diventata ben più realista: " Durante il mio mandato - dice - il codice degli ap palti è stato modificato per ben tre volte. Tutto ciò unito a una normativa farraginosa e lenta induce in errore la pubblica amministrazione. Tutto questo non agevola, non contrasta la corruzione anzi paradossalmente ha l ' effetto opposto. Per questo come sindaca, assieme ad altri, auspichiamo una modifica definitiva del codice degli appalti che può partire dal decreto Semplificazione: abbiamo bisogno di poche norme, chiare, semplici che consentano anche una rapidità dell ' esecuzione e non inducano alla tentazione di ricorrere a sistema alternativi " . Più che Pignatone, Unindustria.