scarica l'app
MENU
Chiudi
19/01/2019

«Non erano fanghi Potevano restare nel parco Dolfin»

Il Gazzettino

MORAS REPLICA ALLA BARBUTO: SI TRATTAVA DI TERRA E ROCCE. NON SERVIVA INTERPELLARE L'ARPA
PORCIA
«I fanghi di Villa Correr Dolfin non sono il risultato del dragaggio, ma di terre e di rocce da scavo che potevano restare sul posto, senza necessità di interpellare l'Arpa, e i lavori di rimozione sono stati effettuati alla vigilia della visita della Sovrintendenza solamente per ragioni legate alla gara d'appalto». Replica così il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Moras alle accuse della consigliera Elisa Barbuto (Gruppo misto) sul materiale rimosso dal parco. «La consigliera - ricorda il vicesindaco - aveva presentato nel giugno dello scorso anno una interrogazione e ora ripropone alla stampa le domande di cui ha già ricevuto risposte. Le abbiamo detto che quelli non sono fanghi di dragaggio ma terre e rocce da scavo. E che, essendo materiale e non rifiuto che restava in situ, ai sensi del decreto in vigore allora ma anche del Dpr 120/17 non era necessario interpellare l'Arpa. Le è stato detto anche che le analisi erano state fatte preventivamente ed erano disponibili negli uffici». Secondo la consigliera, il terriccio è stato smosso nella settimana prenatalizia «molto probabilmente per deviare l'attenzione sull'arrivo della Sovrintendente in ispezione per l'abbattimento di parte dell'antico muro di cinta». Per l'assessore, si tratta di una frase «buttata là ad effetto, senza verificarne volutamente la veridicità o meno. Evidentemente, siccome riferisce di non volersi ricandidare, vuole lasciare qualche segno. Se i lavori sono iniziati dal 15 dicembre - spiega ancora Moras - è solo perché non era completata la procedura di assegnazione dei lavori con la gara d'appalto. Quel materiale è stato lasciato sul posto perché, come le ho già risposto nel Consiglio comunale del 2 agosto, era previsto il suo riutilizzo all'interno del progetto di sistemazione delle mura del parco di cui avevamo appena approvato il progetto definitivo/esecutivo, progetto validato dalla Sovrintendenza, perché serviva ed è servito a dare forma alla collinetta nell'angolo del muro verso la scuola Melarancia, dove è prevista la posa della piastra per tenere i concerti, quando si vorrà farne nel parco della Villa». E richiama un'altra questione sollevata più volte dalla consigliera, quella sui pesi e i documenti di trasporto dei rifiuti urbani: «tutti i documenti che ha portato e che abbiamo analizzato in un Consiglio comunale non hanno fatto emergere alcuna criticità. Tutti i suoi dubbi sono stati fugati, in particolare quello che non ci fosse una corretta distribuzione dei pesi dei rifiuti per ciascun Comune».
Lara Zani
© RIPRODUZIONE RISERVATA