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02/06/2020

Non c’è pace sulla bonifica del sito della ex Materit

La Gazzetta Del Mezzogiorno

FERRANDINA CON UNA SENTENZA PIENA DI OMISSIS, IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO DI UN'IMPRESA CLASSIFICATASI TERZA
PIERO MIOLLA l FERRANDINA. Se non avesse una storia drammatica dietro di sé, farebbe sorridere. La vicenda della bonifica della Materit, nel cui ex opificio ancora oggi sono stipati circa 600 sacchi di amianto, si è arricchita lo scorso 19 maggio dell'ennesimo capitolo in merito alla bonifica del sito. Con una sentenza piena di omissis, in quanto è stato ritenuto che sussistessero "i presupposti a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata" per l'oscuramento "delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare le persone fisiche nominate", il Tar Basilicata ha accolto il ricorso di un'impresa che aveva partecipato al bando classificandosi terza nella rispettiva graduatoria, sulla base del fatto che l'Ati risultata aggiudicataria (ma in seconda battuta, dopo sentenza del Consiglio di Stato), quella formata da Simam e La Carpia, avrebbe omesso di dichiarare un procedimento penale di 28 anni fa chiuso con un patteggiamento. Non solo, perché il Tar ha anche ritenuto che l'offerta economica dell'Ati citata "non reca (continua a non recare) l'indicazione separata degli oneri di sicurezza aziendale, in violazione degli artt. 86 e 87 del D.lgs. n. 163/2006 che sanciscono detto obbligo. Ne la stazione appaltante, successivamente alla riammissione in gara del raggruppamento, ha provveduto alla regolarizzazione di tale omissione in sede di soccorso istruttorio. Tale evidenza non può che integrare un'autonoma causa di esclusione dell'offerta aggiudicataria", Anche perché, prosegue il Tar, "il temperamento alla cogenza dell'obbligo e stato realizzato non già attraverso l'esonero dall'osservanza della prescrizione, ma mediante la previsione della previa possibilità di regolarizzare l'omissione (per iniziativa della stazione appaltante ovvero anche del concorrente medesimo); nulla di tutto ciò e avvenuto in specie, in quanto, come dianzi esposto, ne la stazione appaltante, ne l'ag giudicatario hanno provveduto alla doverosa conformazione dell'offerta a quanto prescritto, ciò integrando una ragione escludente di detta offerta, secondo quanto denunciato dalla società ricorrente". In buona sostanza, adesso è tutto da rifare. E, in attesa che l'Ati Simam-La Carpia decida se impugnare la sentenza dinanzi al Consiglio di Stato, i sacchi continuano a giacere nell'ex opificio. Dal palazzo comunale di Ferrandina il sindaco Gennaro Martoccia non ha mancato di far trasparire tutta la sua preoccupazione e il suo stupore.

Foto: IL SITO L'ingresso dell'ex opificio della Materit