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21/08/2021

Non c’è pace per la Strada 429 della Valdelsa La ditta chiede 150 milioni alla Metrocittà

QN - La Nazione

EMPOLI Centocinquantuno milioni e 56mila euro. E' la cifra monstre che la ditta romana Ics Grandi Lavori Spa, oggi Costruzioni Romane Spa in liquidazione, ha chiesto alla Città Metropolitana di Firenze a titolo di risarcimento per una presunta mala-gestione dell'appalto relativo ai lavori nel tratto Empoli-Castelfiorentino (lotti IV, V e VI) della Sr 429 della Valdelsa di cui la ditta fu aggiudicataria nel 2007. I lavori dell'azienda andarono avanti fino al 2014, ma avrebbero dovuto concludersi a luglio 2010. Finché nel giugno 2014 dopo ritardi e frizioni fra ditta e l'allora Provincia fu decisa la sospensione dell'appalto, l'uscita di gioco della Ics Grandi Lavori e il commissariamento del cantiere sulla 429. Oggi il conto di quelle frizioni è stato presentato dalla ditta romana e fa addensare altri nuvoloni sulla 429 dopo l'inchiesta dalla Dda di Firenze sul presunto smaltimento di rifiuti derivati dalle concerie nei rilevati stradali, tra cui il Keu, del tratto Empoli-Castelfiorentino. Nel contenzioso tra azienda e Metrocittà l'inchiesta sui fanghi non c'entra: i lavori al centro del contendere sono stati eseguiti anni prima che il tratto della 429, oggi nel mirino della Dda, fosse realizzato. Ma il valzer di richieste danni suonato da entrambe le parti rischia di far ballare le casse pubbliche. La cifra chiesta dalla Ics infatti è pari al triplo dell'appalto da circa 50 milioni che l'azienda nel 2007, si era aggiudicata in veste di mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese che avrebbero dovuto costruire i circa 17 chilometri di strada tra Empoli a Castelfiorentino. La cifra è stata messa nero su bianco con un atto di citazione con cui l'azienda romana chiede al Tribunale delle Imprese di Firenze, la condanna della Metrocittà al pagamento della maxi-somma. La prossima udienza civile si terrà a settembre. La Metrocittà, dal canto suo, respinge ogni addebito e chiede al giudice che invece sia l'azienda a risarcire con oltre 90 milioni di euro l'ente per danni da mancato godimento dell'opera e maggiori costi dell'intervento. La Metrocittà ha inoltre chiesto la comparsa in giudizio della Regione in quanto finanziatrice al 90 per cento dell'opera come previsto da un accordo siglato nel 2002 proprio tra Regione, l'allora Provincia e altri Comuni del Circondario. Il procedimento è ora incardinato di fronte al giudice della quinta sezione civile del tribunale di Firenze. Ma come si è arrivati a ferri così corti? L'atto di citazione della Ics, fa riferimento a numerose "riserve": si tratta di richieste, previste dal codice degli appalti, che l'esecutore dei lavori può avanzare in caso di eventi imprevisti chiedendo al committente (in questo caso la Metrocittà) indennità per sostenerne i costi. La lista delle riserve iscritte nella contabilità dei lavori realizzati fino al 2014 è lunga. Tra queste le più impattanti sono la sospensione dell'appalto avvenuta nel 2014 e giudicata illegittima dalla ditta romana (con richieste di ristori per circa 1 milione di euro), le mancate opportunità causate dal protrarsi dell'appalto (quantificate in oltre 17 milioni di euro), i maggiori oneri sostenuti per il protrarsi dei lavori (oltre 4 milioni di euro), la rivalutazione di opere eseguite dopo l'ultimazione del termine contrattuale (oltre 6 milioni di euro). Un'altra voce corposa, stimata dalla Ics, è relativa al danno d'immagine patito per la sospensione dell'appalto. Il conto solo per questo? Più di 4 milioni di euro di richieste. E via così fino a oltre 150 milioni di euro. La certezza è che la posta in gioco è altissima: il triplo di quanto stimato per la realizzazione di una strada che, sulla carta, prevedeva 3 anni di lavori e una spesa di 50 milioni. Ma ora il conto da pagare, potrebbe essere il triplo. Quattordici anni dopo. Claudio Capanni © RIPRODUZIONE RISERVATA