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26/09/2020

Nomine, il caso non è archiviato la “resa dei conti” è solo rinviata

Il Tirreno - A.R.

Buongiorno e Futuro difendono la decisione, l'attacco della Lega Il Pd insiste: «Non era una scelta politica, i bandi servivano a questo» Nomine, il caso non è archiviato la "resa dei conti" è solo rinviata Buongiorno e Futuro difendono la decisione, l'attacco della Lega Il Pd insiste: «Non era una scelta politica, i bandi servivano a questo»
La polemicaLa vicenda delle nomine del Goldoni divide l'aula. Da una parte chi accusa il sindaco e l'assessore Lenzi (La Lega, ed in particolare il consigliere Perini) di aver fatto una nomina che premia "gli amici degli amici" e che ha tagliato fuori "candidati dal profilo nazionale". Dall'altra chi difende la decisione, ricordando che si tratta di una scelta politica che ricade peraltro su "professionisti validi e che conoscono il territorio" (Buongiorno e Futuro). Dunque, niente da scandalizzarsi. Poi c'è chi - come il M5S (Grassi) - dice che qualche problemino ci deve essere su questa storia delle nomine se il Pd, primo azionista di maggioranza, ha protestato. E poi c'è il Pd stesso che - parola del capogruppo Fenzi - dice che questa non doveva essere una nomina politica, ma anzi il bando avrebbe dovuto garantire un respiro nazionale per la guida del Goldoni.Nella maggioranza, insomma, c'è una gran voglia di mettere la parola fine su questa vicenda, che pure qualche esigenza di chiarimento la chiama in causa (Salvetti-Pd, tutto a posto?). Così, dopo che il sindaco fa la comunicazione e spiega i criteri scelti per l'esame dei curricula e la valutazione dei candidati, nel centrosinistra la storia sembra ormai all'epilogo. Ma quando Perini tira in ballo il collaboratore del sindaco Pietro Contorno ed i rapporti professionali trascorsi con uno dei vincitori, la temperatura si scalda. Sbotta, fuori microfono, Salvetti. «Stai tirando in ballo una persona che non può parlare", dice al consigliere leghista. Che risponde «Allora faccio un'interpellanza, così se ne può discutere». L'assessore alla cultura Simone Lenzi ha una gran voglia di intervenire, per rispondere. Ma poi soprassiede, evitando che si generi un dibattito. Che probabilmente è solo rimandato se è vero che la questione nomine passerà di commissione e se ci saranno interpellanze come quelle promesse dai banchi della destra. Bruciati (Buongiorno) ha già detto che questa delle nomine è una polemica "priva di contenuti", che svilisce le figure professionali scelte. Lo stesso Talini non si entusiasma, anzi: «Quella che odio è la cultura del sospetto», dice a proposito della storia degli "amici degli amici". Tra 5 Stelle e centrodestra restano critiche e perplessità. Ma se ne riparlerà. Forse.A.R.