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09/07/2021

«Noi indagati per tutto»: in piazza la rabbia dei sindaci

Gazzetta del Sud

4Attuali tà Circa 600 primi cittadini hanno manifestatoa Roma per chiedere maggiori tutele, meno burocraziae più risorse
Consegnate al governo le richiestee le proposte: entro tre mesi un decreto
Simona Tagliaventi ROMA Hanno sfilato compatti, circa 600, sotto il sole cocente di Romae con la fascia tricolore indossata,e sono arrivatia piazza Santi Apostoli al grido di: " Dignità peri sindaci". Da Virginia Raggia Beppe Sala, da Antonio Decaroa Chiara Appendino, da Dario Nardellaa Leoluca Orlando, fino ai rappresentanti dei comuni più piccoli, con un unico scopo: «Non vogliamo l' immunità, non vogliamol' impunità, vogliamo essere giudicati per quelle che sono le responsabilità di un sindaco. Ma le responsabilità vanno circoscritte, non si può essere responsabili di qualunque cosa. Ci ritroviamo indagati qualunque cosa accada nei nostri comuni per il solo fatto di essere sindaci, vogliamo delle tutele», ha riassunto il presidentedell' Ancie sindaco di Bari Antonio Decaro aggiungendo un altro punto: «Tutti si possono candidare trannei sindaci, senza dimettersi sei mesi prima; sembra una forma di razzismo istituzionaleo qualcuno ha paura del consenso dei sindaci? Non devono averne paura, devono permetterci, come avviene per le altre figure istituzionali, di candida rci». Sul palco gli ha fatto eco la sindaca Raggi: «Fare il sindacoè il mestiere più bello del mondoe al governo chiediamo di ascoltarci. Vogliamo lavorare con serenità, chiediamo ad esempio la riforma del sistema degli appalti perché nonè possibile aspettare2o3 anni per indire una gara. Liberatei sindaci dalla burocrazia!»; poiè stato il turno del primo cittadino di Milano Sala, che ha postol' accento sull' unione degli amministratori: «Siamo uniti e andremo avanti insieme perché ciò che chiediamoè difendere la nostra comunità. Non sfoghiamoci nelle chat, chiediamo. Il nostro stato giuridico ed economico deve essere rispettatoe questa volta non ci accontenteremo di un tweet di solidarietà, vogliamoi fatti. Se entro3 mesi non avremo ottenuto una risposta saremo ancora qui». La sindaca di Torino Chiara Appendino ha toccato il tema dei fondi delPianonazionale diresistenzaeresilienza: «Se dobbiamo spendere il soldi del Pnrre dobbiamo spenderli noi, allora dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter firmare senza paura. Per questo chiediamo le tutele giuste». Parole condivise dal sindaco di Firenze Dario Nardella: «Noi sindaci abbiamoa cuore le nostre cittàe vorremmo lavorare in un clima di maggiore serenità. Non chiediamo l' immunitào scudi penali ma la giusta proporzione in merito alle nostre responsabilità. Se cadonoi sindaci, cade l' Italia». «Insiemea tuttii sindaci d' Italia dichiariamo il fallimento del federalismo fiscalee chiediamo che si torni alla finanza derivata- ha detto invece il sindaco di Palermo Leoluca Orlando- occorre che lo Stato si faccia carico soprattutto di realtà come la Sicilia, dove ci sono comuni sovraindebitati ma anche comuni sovraccreditati,a causa della mancata attuazione del federalismo fiscale». I sindaci avevano predisposto apposite proposte di norme con cui si richiede al Governoe al Parlamento un impegno formalee concreto che porti all' adozione nell' arco dei prossimi tre mesi di un decreto-legge. Decaro, al termine della manifestazione, ha portato le proposte al premier Mario Draghi:» Sto andandoa Palazzo Chigi, ho trovato una grande disponibilità da parte del presidente Draghi. Conviene anche lui con noi sul fatto di modificarel' ordinamento giuridico».

Foto: «Non vogliamol' immunit à» Il presidente Anci Antonio Decaro