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11/12/2019

«Noi condannati a morte da ritardi e norme inefficaci»

Il Mattino

RUSSO, LEADER ANCE: SIAMO AL COLLASSO SPESO MENO DEL 4% DEI FONDI MESSI A DISPOSIZIONE DELL'AREA SALERNITANA
LA DENUNCIA
Cifre «da capogiro», indicatrici «di un Paese bloccato» e di una situazione «di stallo che sta portando alla morte del settore», soprattutto in provincia di Salerno. È Vincenzo Russo, presidente dell'Ance Aies di Salerno, a commentare senza giri di parole gli ultimi dati emersi dal report condotto dall'associazione datoriale. La fotografia scattata dai costruttori mostra un territorio con opere ferme, fondi a rischio, operai in cassa integrazione e aziende che chiudono.
LE CAUSE
Uno dei motivi dell'immobilismo del settore resta, senza dubbio, la presenza di «amministrazioni pubbliche lente e norme del Codice degli appalti non efficaci - dice Russo - talmente tanto che neanche le stesse amministrazioni che sono chiamate ad applicarle riescono a comprenderle. In Italia - prosegue il presidente dell'Ance salernitana - dei circa 150 miliardi di fondi messi a disposizione per le opere pubbliche, 4,8 miliardi sono per la provincia di Salerno tra Patto per la Campania, Fondi di Coesione e Fondi FESR. Ma di questi ne stati spesi meno del 4 per cento. Siamo al collasso!». Di qui la richiesta di un intervento rapido e non più differibile da parte dello Stato attraverso la Prefettura.
LA RICHIESTA
La richiesta, formalizzata attraverso il documento a firma congiunta, è quella di un maggiore impegno per sbloccare le opere appaltate, di «cantierare il cantierabile - sottolinea ancora Russo - e sollecitare ogni iniziativa necessaria per dare avvio alle opere urgenti da realizzare, per trasformare le risorse in cantieri e permettere la ripresa del settore, sia per quanto riguarda gli appalti pubblici sia per quanto riguarda gli investimenti privati». Dei piccoli passi in avanti, su territorio campano, sembrerebbero essere stati fatti, ma senza ripercussioni positive per il contesto locale. Tant'è che l'associazione datoriale e i sindacati di categoria rimarcano che «le azioni e i progetti messi in campo dalla Regione Campania hanno dato dei minimi segnali di ripresa in ambito regionale - dice il presidente provinciale Ance Aies - mentre in provincia di Salerno continua a perdurare una situazione di stallo ed incertezza e questo a fronte di una filiera delle costruzioni che rappresenta oltre 3.800 imprese con circa 40.000 addetti che si triplicano con tutto l'indotto».
Soltanto con la ripresa dei grandi interventi e delle opere già cantierate, dunque, l'edilizia salernitana potrà finalmente ripartire dopo dieci anni di crisi inesorabile e, oramai, quasi radicata. Ma la macchina, per ripartire, ha bisogno di uno sforzo comune. «Il freno all'apertura di cantieri già finanziati e alla conclusione di quelli in corso sta facendo morire le aziende del nostro territorio e non possiamo - conclude Vincenzo Russo - più perdere tempo. È un'emergenza che dobbiamo affrontare subito e tutti insieme».
di.tu.
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