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02/07/2021

«Noi beffati dal codice degli appalti»

QN - Il Giorno

L'altra protesta
MILANO Rischiano di perdere il lavoro non per la fine del blocco dei licenziamenti ma per un articolo del codice degli appalti, il 177, che obbliga le aziende concessionarie a esternalizzare e frammentare l'80% di tutte le attività oggetto di concessione, anche quando svolte direttamente dai propri dipendenti. Per questo ieri hanno scioperato e manifestato davanti alla Prefettura di Milano i lavoratori dei servizi ambientali, del comparto elettrico e del gas. Davanti alla sede della Prefettura hanno appeso uno striscione: «I lavoratori del gruppo A2A dell'energia uniti nella lotta contro l'articolo 177». E ha portato la sua solidarietà ai lavoratori anche il capo del personale dell'azienda, Mauro Gilardi. «L'articolo precarizza le imprese e i lavoratori - spiega Massimo Mazza, della Uiltec Lombardia - chiediamo una modifica altrimenti dal primo gennaio 2022 la nostra lotta sarà ancora più dura». Solo nel comparto elettrico e del gas i sindacati stimano 140mila posti di lavoro a rischio in Italia. Vittime della beffa anche i lavoratori dei servizi ambientali. «Non possiamo accettare che un servizio essenziale come quello dell'igiene ambientale venga distrutto da un sistema di gare d'appalto al massimo ribasso - spiegano Davide Viscardi, Giovanni Faraci e Grazia Golosi, segretari di Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti della Lombardia -. L'obbligo delle aziende di sbriciolare i propri servizi esternalizzando l'80% dell'attività, come vuole la norma, avrà ricadute pesantissime soprattutto sulla tenuta occupazionale e contrattuale. Il comparto dei servizi ambientali sotto questa pandemia è stato considerato in prima linea, come il settore della sanità, e le lavoratrici e i lavoratori hanno continuato a erogare i servizi alla cittadinanza anche durante il lockdown». A.G. © RIPRODUZIONE RISERVATA