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09/02/2021

«Noi ancora senza lavoro e la Virtus ci ha messo i suoi»

Il Tirreno

i dipendenti e i sindacati REPLICANO «Noi ancora senza lavoro e la Virtus ci ha messo i suoi» i dipendenti e i sindacati REPLICANO
LIVORNO. «Oggi è il 5 febbraio, la piscina Camalich-Neri è stata riaperta a metà ottobre attraverso un incarico di servizio alla società Virtus Buonconvento e poi dal 28 dicembre come vero e proprio appalto di gestione alla medesima società che ha vinto anche il secondo bando ma nessuno dei lavoratori storici delle piscine ha ancora un contratto di lavoro dipendente». E' la denuncia che i sindacati Usb e Cgil presentano, raccontando qual è la situazione. «Dopo la chiusura forzata dovuta al Covid, il Comune ha deciso di riaprire le piscine, seppur con i limiti imposti, per le società sportive, gli agonisti e quelle persone che non possono fare a meno di questo servizio pubblico. Di ciò abbiamo dato immediato merito all'amministrazione comunale che ha messo coraggio e soldi sulle piscine e ciò non era scontato visto che in molti comuni italiani non è stato fatto. L'amministrazione comunale ha poi garantito che all'interno dell'attuale bando di 7 mesi (in scadenza a luglio 2021) avrebbe garantito il riassorbimento di una larga parte di lavoratori storici delle piscine attraverso la clausola di salvaguardia sociale. La clausola è stata inserita, ma qualcosa poi si è inceppato. Cosa si è inceppato? A fronte di un punteggio di gara di 100 punti, al riassorbimento dei lavoratori storici sono stati dedicati solo 5 punti. Come se non bastasse, l'appalto l'ha vinto la società che ha previsto il riassorbimento minimo dei vecchi dipendenti e ha visto soccombere chi invece offriva un ampio riassorbimento. E così la frittata è stata servita e nella piscina comunale di Livorno adesso ci lavorano in parecchi eccetto quelli che erano previsti dal bando». E ancora: «La nuova società ha messo a lavorare i propri collaboratori e dipendenti delle piscine di Cecina (chiuse) utilizzando contratti di collaborazione esterna che sono esplicitamente vietati dal bando: l'articolo 9 (voluto dai sindacati) impone, infatti, l'utilizzo dei contratti nazionali e non certo le collaborazioni esterne con contratti sportivi». Cgil e Usb difendono due principi: la clausola sociale ed i contratti nazionali perché sono l'ultima ancora di coesione sociale. «Oggi è il 5 febbraio, probabilmente i 15 lavoratori e lavoratrici, ora in cassa integrazione, il 1 aprile si ritroveranno licenziati dal vecchio gestore Officina dello Sport. La piscina della Bastia è chiusa, la Camalich aperta con altri lavoratori precari, i contratti che sono stati offerti erano irrisori o inferiori ad ogni aspettativa ed al tetto di spesa per il personale previsto dal bando». --