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26/05/2020

Nodo precari, Conte media Ma sono scintille tra M5S e Pd

Eco di Bergamo

Sono ore decisive per una possibile intesa sul nodo scuola. Giuseppe Conte lavora sotterraneamente alla mediazione in vista del vertice che il capo del governo vuole sia risolutivo. Vertice che, secondo alcune fonti di governo, potrebbe tenersi nella giornata di oggi. A frenare la mediazione però è il clima di nuova tensione che sembra emergere tra Pd e M5S. Tanti i fronti di possibile scontro tornati a galla, da Atlantia al codice appalti, fino alla possibile ricandidatura di Virginia Raggi a sindaco di Roma. Sul nodo della scuola - in particolare del concorso straordinario per 25mila nuovi insegnanti per i precari da almeno tre anni - le parti restano distanti. La linea del M5S è definita come «ferma», quella del Pd è chiaramente fotografata dagli emendamenti presentati al decreti. «Per noi bisogna valorizzare immediatamente il patrimonio di conoscenze dei precari ed inserire il primo settembre 40.000 insegnanti, non rinunciando al merito ed alla selezione con una prova vera a fine anno scolastico», spiega il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci tornando a bocciare il quiz a crocette che vuole il Movimento e aspettando una «giusta mediazione» da Conte.

Sulla linea del M5S c'è Iv mentre i Dem fanno asse con Leu e trovano una sponda anche in FI. «Sarebbe meglio destinare tempo all'organizzazione del nuovo anno scolastico in totale sicurezza, si riconosca il giusto merito a questi docenti rimasti troppo a lungo precari», sottolinea la vice capogruppo al Senato, Licia Ronzulli. L'impressione, insomma, è che il Movimento sarà costretto ad una mediazione.

A complicare il quadro le frizioni su Virginia Raggi. La chiusura - nettissima - arrivata sulle pagine del Messaggero da Nicola Zingaretti innesca un'ondata di sdegno nel M5S.