MENU
Chiudi
27/11/2018

Nodo ferroviario, stop ai lavori La Regione anticipa la “cassa “

Il Secolo XIX

PROTESTA DEGLI EDILI
Il cantiere si ferma il 13 dicembre: aiuti ai 76 dipendenti del consorzio Astaldi Operai in piazza, poi una delegazione è stata ascoltata dai consiglieri liguri «Occorre cambiare il codice degli appalti e la legge fallimentare per andare avanti »
Mario De Fazio La Regione, attraverso la finanziaria Filse, anticiper à tre mesi di cassa integrazione straordinaria per 76 dipendenti del consorzio Astaldi impegnati nella costruzione del Nodo ferroviario di Genova. Ma il futuro di una delle opere strategiche per il futuro infrastrutturale del territorio resta un'incognita, foriera di preoccupazione e incertezza. Sentimenti che si sono manifestati plasticamente ieri mattina, quando una cinquantina di lavoratori, in rappresentanza dei circa 250 totali compreso l'indotto, sono scesi in piazza per chiedere certezze, le stesse che invocano gli enti locali. Allo stato attuale, con le difficolt à del consorzio Astaldi - che era gi à subentrato a febbraio al precedente assegnatario, Eureca sfociate nella richiesta di concordato preventivo, il cantiere si fermer à definitivamente il prossimo 13 dicembre. Sul versante occupazionale, dopo la concessione della cassa integrazione arrivata dal Mise, ieri uno spiraglio per quantomeno migliorare le condizioni degli edili è arrivato dal Consiglio regionale, dove sono stati auditi sindacati e una delegazione di dipendenti. Dopo l'incontro, l'assise ha votato un ordine del giorno che impegna l'ente a convocare Rfi e Astaldi per far ripartire al più presto le lavorazioni. Contestualmente, è arrivato l'annuncio della giunta sull'anticipo della cassa, attraverso la finanziaria regionale Filse, in attesa dell'erogazione dei fondi ministeriali, attesi tra 90 giorni: una somma che dovrebbe aggirarsi intorno ai 250mila euro. « Un cerotto doveroso di una ferita che necessita ben di più di questo » , secondo il presidente della Regione, Giovanni Toti, che è tornato a chiedere che « quel cantiere non si fermi per la seconda volta. Occorre che il Codice degli appalti e la legge fallimentare che non consentono a Ferrovie di portarlo avanti vengano cambiate il più rapidamente possibile. C'è bisogno di un intervento governativo urgente e importante, il governo dia i poteri a Reti ferroviarie italiane per una procedura eccezionale, di emergenza » . Soddisfatti i sindacati, che per ò hanno sottolineato come continueranno « a vigilare affinch é si termini al più presto un'opera fondamentale per il trasporto dei pendolari e delle merci e vengano tutelati i lavoratori occupati nel cantiere » , spiegano Mirko Trapasso (Feneal Uil), Andrea Tafaria (Filca Cisl) e Fabio Marante (Fillea Cgil). Il paradosso del nodo ferroviario, opera iniziata nel 2010 e che si sarebbe dovuta concludere nel 2016, è che tutte le forze politiche - a differenza di altri grandi opere, come Terzo Valico e Gronda - ne sottolineano l'importanza. Se il M5S parla di « un'opera infrastrutturale di indiscutibile importanza strategica » , il capogruppo della Lega, Franco Senarega, afferma che i lavori « devono andare avanti, senza se e senza ma » . Anche per il Pd l'opera « è fondamentale e strategica, i lavori devono riprendere nel più breve tempo possibile » . -

Foto: Un cantiere del nodo ferroviario genovese: altro stop ai lavori

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore