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10/04/2021

No al controllo sulla p.a. con atti di gare pregresse

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

L'ACCESSO ESPLORATIVO È VIETATO
La richiesta di presa visione degli atti delle gare esperite in un quinquennio dalla stazione appaltante non è accettabile caratterizzandosi come accesso esplorativo, vietato dalla legge 241/90. È quanto ha affermato il Consiglio di stato, sezione quinta con la pronuncia del 2 marzo 2021 n. 1779 in merito al cosiddetto accesso agli atti «esplorativo». La questione era sorta in merito all'impugnazione del provvedimento con il quale una stazione appaltante aveva negato l'accesso agli atti e provvedimenti preliminari alle gare di una amministrazione pubblicate dal 2014 al 2019, ivi compresi gli inviti a presentare offerte. In particolare, l'amministrazione aveva eccepito che gli atti relativi alle procedure di gara erano stati regolarmente pubblicati sia all'Albo pretorio online del comune, dove potevano essere facilmente rintracciabili nella sezione «storico», sia sul sito istituzionale della stazione unica appaltante. In primo grado, il ricorso era stato respinto ma anche in appello la decisione non è cambiata. Infatti, i giudici di palazzo Spada affermando che «la richiesta di prendere visione ed estrarre copia dei provvedimenti concernenti le gare nel periodo 2014-2019, allo scopo di individuare gli operatori invitati, si caratterizza come accesso esplorativo, vietato dall'art. 24, comma 3, della legge n. 241 del 1990». L'accesso agli atti, hanno detto i giudici, non può avere come fi nalità l'esercizio di un controllo dell'operato dell'amministrazione, allo scopo di verifi care eventuali e non ancora defi nite forme di lesione della sfera dei privati. Deve, invece, sussistere un reale interesse alla conoscenza dei documenti amministrativi che a sua volta deve essere comparato con altri interessi rilevanti, tra cui quello dell'amministrazione a non subire eccessivi intralci nella propria attività gestoria. Nel caso di specie, si trattava di istanza generica con perimetro temporale dilatato, ed eccessivamente esteso di dati, che avrebbe comportato un'attività di ricognizione non esigibile dall'amministrazione, cui non può essere imposto un onere di ricerca dei documenti utili al richiedente attraverso la selezione e l'indagine del relativo contenuto. © Riproduzione riservata